Campidoglio
6:53 pm, 6 Ottobre 21 calendario
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Comunali: Michetti o Gualtieri, i numeri in Campidoglio

Di: Redazione Metronews
Comunali
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La corsa al Campidoglio vede due maggioranze molto diverse a seconda della vittoria al secondo turno delle elezioni comunali di Enrico Michetti o Roberto Gualtieri.

Campidoglio: Michetti o Gualtieri le maggioranze future

Se le urne dovessero sancire il 18 settembre la vittoria del candidato di centrodestra Enrico Michetti, in Campidoglio una maggioranza così composta. Fratelli D’Italia: 17 consiglieri; Lega: 6 consiglieri; Forza Italia: 3 consiglieri; Lista Civica Michetti: 2 consiglieri; Rinascimento (Sgarbi): 1 consigliere. L’opposizione avrebbe invece questi numeri. Lista civica Calenda: 17 consiglieri; Partito Democratico: 6 consiglieri; Lista Civica Gualtieri: 1 consigliere; Movimento 5 Stelle: 4 consiglieri; Lista Civica Raggi: 1 consigliere.

Se invece al secondo turno vincesse il candidato di centrosinistra Roberto Gualtieri, la sua maggioranza potrebbe contare su questi numeri: Partito Democratico: 18 consiglieri; Lista Civica Gualtieri: 5 consiglieri; Sinistra Civica Ecologista: 2 consiglieri; Roma Futura: 2 consiglieri; Demos: 1 consigliere; Europa Verde: 1 consigliere. All’opposizione invece la compagine sarebbe la seguente. Fratelli D’Italia: 6 consiglieri; Lega: 2 consiglieri; Forza Italia: 1 consigliere; Lista Civica Calenda: 6 consiglieri; Movimento 5 Stelle: 3 consiglieri; Lista Civica Raggi: 1 consigliere.

La disfatta dei Vip

L’esito del voto certifica anche il fallimento dei candidati Vip al consiglio comunale, dove nessuno ha conquistato un seggio, almeno al primo turno. L’attore Pippo Franco, in corsa per Michetti, ha racimolato 81 preferenze. L’ex soubrette Nadia Bengala, candidata con Virginia Raggi, ne ha prese appena 20. Un’latra showgirl, Angela Melillo, schierata con Gualtieri, ha preso 172 voti. Per quanto riguarda gli ex calciatori, Ubaldo Righetti, anche lui con Gualtieri, ha raccolto ben 1.300 preferenze: molte ma non sufficienti a garantirgli un posto in Aula Giulio  Cesare, se Michetti sarà il prossimo sindaco di Roma. Con il candidato di centrodestra si sono sschierati due ex giocatori, il laziale Antonio di Carlo, che ha preso 163 voti, e il romanista Angelo Adamo Gregucci, con 113 preferenze. Male anche il giornalista sportivo della Rai Mauro Mattioli, in corsa con Michetti, e votato solo da 124 elettori.

Sfida aperta in tutti i Minucipi

Nessuno dei candidati alla presidenza dei 15 Municipi di Roma ha raggiunto la maggioranza assoluta al primo turno, quindi le urne decideranno i minisindaci il 17 e il 18 ottobre. Sarà una sfida solo tra centrodestra e centrosinistra, con i suoi candidati in vantaggio in sette Municipi, mentre al XIV, le urne hanno riportato un sostanziale testa a testa tra i due aspiranti presidenti.

Prove di dialogo in vista del secondo turno

In attesa del secondo turno tra Roberto Gualtieri ed Enrico Michetti, non mancano gli appelli agli elettori e le prove di dialogo con i candidati esclusi dalla competizi0ne. In particolare Gualtieri ha spiegato in mattinata: «Se ho parlato con Calenda? Ci siamo scambiati dei messaggi, ci stiamo sentendo. Rispetto il suo lavoro. Mi farebbe piacere un suo sostegno. Non mi sognerei mai di darlo per scontato ma lo troverei naturale in quanto su molti punti programmatici ci sono convergenze. Mi rivolgo a lui e alle persone che lo hanno votato col massimo rispetto».

Calenda, che ha una dote di voti importante, ha risposto a così: «È chiaro che sono vicino a Gualtieri, Michetti è un impreparato prestato alla politica. Ma tutto dipende dai temi e dall’impegno che il M5s resterà fuori dalla giunta. I voti degli elettori non sono i miei. Gualtieri deve chiarire dei punti, per gli elettori che mi hanno votato, e deve prendere l’impegno che i 5 Stelle non devono stare in giunta . Noi guardiamo naturalmente all’elettorato 5 stelle, ma vogliamo l’impegno dal Pd che i 5 Stelle non saranno in Giunta. In ogni caso Azione sarà all’opposizione anche con Gualtieri sindaco».

La risposta di Gualtieri non si è fatta attendere: «Se confermo che non ci sarà il M5s in Giunta? L’ho detto, sono abituato a dire le stesse cose sia prima del primo e sia del secondo turno. Lo confermo: noi siamo abituati a fare quello che diciamo».

Il disappunto di Michetti

Un avvicinamento, quello tra Calenda e Gualtieri, che non è piaciuto a Enrico Michetti: «Non ho avuto modo di sentire Calenda. Mi sembra che per tutta la campagna elettorale si sono insultati e poi miracolosamente adesso si chiedono i voti. Non hanno un briciolo di serietà di onestà intellettuale. Io ho dimostrato almeno in questa fase di avere le braccia aperte nei confronti di tutti e non ho partorito un solo insulto o provocazione, parlando solo di programmi, perché bisogna creare un clima sano».

6 Ottobre 2021
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