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3:51 pm, 13 Settembre 21 calendario

Primo giorno di ritorno a scuola tra luci e ombre

Di: Redazione Metronews
Mascherine a scuola
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Ritorno a scuola tra luci e ombre con presidi ottimisti e studenti già in protesta: ha funzionato bene l’app per il controllo veloce dei Green Pass dei docenti e del personale, anche le nomine dei prof sono andate meglio dello scorso anno; in negativo resta il capitolo trasporti, con autobus e metropolitane ancora in sofferenza soprattutto nelle grandi città e permane il nodo delle troppe classi sovraffollate. Sembra aver retto bene il colpo la grande novità della giornata, ovvero l’attivazione della piattaforma digitale per il controllo del Green Pass, obbligatorio per chiunque entri nell’edificio scolastico tranne che per gli studenti. La piattaforma digitale «è attiva dalle 7 di questa mattina e funziona benissimo», ha assicurato il ministro Bianchi, «ci sono state oltre 900 mila verifiche». Il ministero dell’Istruzione ha specificato che «il tempo di risposta del sistema è risultato in media di un secondo nel 95% dei casi in cui la piattaforma è stata “interrogata” nei vari istituti».

Ritorno a scuola tra luci e ombre

«Incredibile ma vero, la piattaforma funziona. Eravamo molto dubbiosi, invece la piattaforma funziona bene», ha commentato Mario Rusconi, presidente dell’Associazione Nazionale Presidi di Roma e del Lazio, che però precisa: «Non tutte le persone sono state caricate sulla piattaforma, anche perchè alcune non sono ancora state assunte e saranno nominate in queste ore. Quando le persone non sono caricate sulla piattaforma, la scuola ha comunque la possibilità di verificare il Green Pass tramite l’app che utilizzano anche i ristoratori». «Le cose stanno funzionando – ha confermato il presidente dell’Associazione nazionale presidi, Antonello Giannelli – a parte casi isolati, che però su 4 milioni di studenti contano poco. Siamo soddisfatti per come sono andate le cose. Nessuna segnalazione particolare di code all’ingresso. Ciò significa che tecnologia e database possono fornire ottime risposte in sicurezza ed efficienza. L’introduzione del Green Pass nelle scuole è una misura intermedia tra il nulla e l’obbligo vaccinale che sarebbe una misura molto più rigida – ha specificato Giannelli – è una soluzione di compromesso e non capisco le critiche». In conclusione il presidente dell’Associazione nazionale presidi assegna «un bel 9 a questa giornata. Non si mette mai il massimo, il 9 è un voto alto e meritato. Tutto è perfettibile, ma tra l’impegno dei colleghi e gli sforzi profusi dal ministero possiamo dire che è stata una giornata positiva».

Classi e autobus pollaio

In questo ritorno a scuola tra luci e ombre, giudizio buono anche sui docenti presenti all’appello: «Le nomine degli Uffici scolastici regionali sono andate bene in media, meglio rispetto all’anno scorso – ha spiegato Giannelli – il Ministro è riuscito a completare le nomine di competenza degli Usr. Mi segnalano che in varie scuole spesso sono le segreterie ad essere sguarnite e che mancano molti Direttori dei servizi generali e amministrativi». Ma non mancano le ombre, a partire dalle troppe “classi pollaio” ancora sparse per l’Italia. «Il problema è la mancanza di edifici – ha ribadito Rusconi – gli enti locali devono darsi una svegliata». Stesso invito per il tema trasporti, che nella giornata di oggi sembra essere stato il vero tallone di Achille, con autobus e metropolitane strapieni.

Sui banchi di scuola in quasi 4 milioni

Questa mattina oltre la metà degli studenti italiani è rientrato in classe. La prima campanella è suonata per 3.865.365 bambini e ragazzi in 9 Regioni: Abruzzo, Basilicata, Emilia-Romagna, Lazio, Lombardia, Piemonte, Umbria, Veneto, Valle d’Aosta e nella provincia di Trento. Le lezioni sono già riprese il 6 settembre nella provincia di Bolzano, mentre inizieranno domani per 192.252 alunni della Sardegna, il 15 settembre per 1.706.814 bambini e ragazzi delle regioni Campania, Liguria, Marche, Molise e Toscana, il 16 settembre per 829.028 studenti del Friuli Venezia Giulia e della Sicilia. Gli ultimi a ritornare a scuola saranno gli 813.853 alunni di Calabria e Puglia, il 20 settembre.

La Generazione Zero

La didattica a distanza ha comunque lasciato un segno negli studenti, che da questa notte stanno manifestando perchè ritengono che il rientro a scuola in presenza sia ancora incerto e si dicono pronti a scendere di nuovo in piazza il 19 novembre. «Dopo i banchi a rotelle e il dibattito dad sì e dad no, gli studenti – hanno denunciato – non solo hanno bisogno di tornare a scuola in presenza ma anche di sicurezza». Le manifestazioni sono continuate durante la mattinata davanti al Miur a Roma e davanti le scuole a Palermo, Genova, Firenze, Bari, Venezia, Perugia, Padova, Potenza, Verona, Latina, Cagliari, Frosinone, Pisa, Vicenza, Treviso e Viterbo. «Quello di oggi – ha sottolineato la Rete degli studenti – è solo il primo passo di una mobilitazione lunga, che non terminerà finchè non sarà chiaro a tutti che questa generazione ha deciso di occupare il posto che le spetta in questa fase storica. Siamo a un punto di svolta: è il momento di ripartire da zero. Siamo la Generazione Zero: zero prospettive per il futuro, zero condivisione nelle scelte che ci hanno riguardato negli ultimi mesi, zero progettualità su di noi da parte di chi ha la responsabilità di decidere. Ora basta». Da parte sua il ministro Bianchi ha ribadito che «la didattica a distanza, quella dell’anno scorso», conta «di averla lasciata alle spalle, dobbiamo invece riprendere il discorso con i nostri studenti sul digitale».

13 Settembre 2021
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