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11:03 pm, 30 Giugno 21 calendario

Virus e disuguaglianze se ne parla in un congresso

Di: Redazione Metronews
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Il Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza rappresenta un’occasione importante per la realizzazione di strategie operative volte ad una ricostruzione socio-politica che deve tener conto di una grande complessità di elementi: dal rinnovamento delle politiche sanitarie alle riforme socioeconomiche e di welfare, dagli investimenti nella ricerca biomedica alla gestione consapevole dell’emergenza climatica e della transizione ecologica.  Sarà questo uno dei temi centrali che verranno affrontati al Congresso Internazionale “COVID-19 e fragilità, il virus delle disuguaglianze alla prova dei vaccini e del PNRR”, organizzato dal direttore scientifico dell’Istituto San Gallicano IRCSS di Roma, il prof. Aldo Morrone, che si svolgerà giovedì 1 e venerdì 2 luglio in modalità virtuale. 
Sin dall’inizio dell’epidemia da COVID-19, l’Istituto San Gallicano IRCCS (ISG) si è impegnato in attività clinico-scientifiche e assistenziali a favore dei soggetti più fragili e vulnerabili, di norma più lontane dai circuiti di assistenza e di cura. Grazie ai progetti in collaborazione con importanti Associazioni che operano sul territorio, come Binario 95 e Medicina Solidale, ad oggi sono stati effettuati 10 mila tamponi antigenici e molecolari alle persone senza fissa dimora e immigrati irregolari (3% di positività), anche in collaborazione con l’Elemosineria Apostolica Vaticana. Presso il San Gallicano è inoltre ufficialmente partita la campagna di vaccinazione delle persone vulnerabili, come homeless, richiedenti asilo e immigrati STP.  
L’epidemia ha avuto un impatto sulle diagnosi. Il 20% dei decessi per COVID-19 ha riguardato proprio i malati oncologici e la cosa non stupisce se si considera che si tratta di pazienti fragili e che nel 2020 sono stati posticipati il 99% degli interventi per tumori alla mammella, il 99,5% di quelli alla prostata, il 74,4% al colon retto. Durante il primo anno di convivenza con il SARS-CoV-2, i medici di tutta Europa hanno visto circa 1,5 milioni di pazienti oncologici in meno: circa 100 mila malati in meno al mese.  
La pandemia ha aumentato l’impoverimento degli italiani. L’’Istat ha confermato che le famiglie totalmente indigenti sono 335mila in più rispetto al 2019, il 7,7% in più.  E il numero complessivo degli individui in grave difficoltà economica ammonta a circa 5,6 milioni, il 9,4% della popolazione italiana. In un solo anno abbiamo avuto 1 milione di poveri in più. La pandemia ha messo in discussione anche il benessere emotivo e psicofisico delle persone: 4 operatori sanitari su 10 hanno accusato segni di burnout e 3 su 10 hanno mostrato segni di depressione. Inoltre, molti di loro hanno pagato con la vita la loro generosità e la loro professionalità. E l’allarme riguarda anche le nuove generazioni. Si stima che saranno almeno 800 mila i nuovi casi di depressione dovuti alla paura a all’ansia, ai lockdown, alla disoccupazione, alla perdita del senso.  
Ad alto rischio sono soprattutto i giovani e gli anziani, oltre alle donne, le quali sono sicuramente i soggetti più colpiti dalla perdita di lavoro (su 101 mila nuovi disoccupati, 99 mila sono donne). In totale in un solo anno, il calo dell’occupazione femminile è stato del 3,2%, per un totale di 312 mila unità. Rispetto alla disoccupazione giovanile (under 25), si attesta al 29,7%.AN

30 Giugno 2021
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