Vasco Brondi
3:00 pm, 5 Maggio 21 calendario

Brondi: «C’è speranza nel mio Paesaggio dopo la battaglia»

Di: Redazione Metronews
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MUSICA “Paesaggio dopo la battaglia” è il primo album solista di Vasco Brondi (dopo il progetto Le Luci della centrale elettrica). In uscita venerdì 7 maggio in cd e vinile, è stato anticipato da due singoli “Chitarra nera” (col videoclip di Daniele Vicari con Elio Germano protagonista) e “Ci abbracciamo”. Quest’ultimo dice l’autore: «Vorrebbe essere di buon augurio visto il periodo: ho iniziato a scriverla quando gli abbracci non erano considerati rischiosi e così preziosi e adesso il titolo risuona in un altro modo… È un canto liberatorio intimo e pubblico, ritmico e lirico».
Il disco, la cui produzione artistica è curata da Taketo Gohara, Vasco Brondi e Federico Dragogna, si arricchisce della partecipazione e la collaborazione di numerosi musicisti di importanza internazionale: da Mauro Refosco (Red Hot Chili Peppers, David Byrne) a Paul Frazier (David Byrne), fino ad arrivare ad Enrico Gabrielli e Alessandro “Asso” Stefana (PJ Harvey, Vinicio Capossela, Mike Patton).
A proposito dell’album, Vasco Brondi spiega:  «È un disco pieno di battaglie intime, collettive e personali e pieno di paesaggi: residui, post bellici e completamente nuovi. La foto di copertina? È un inedito di Luigi Ghirri, omaggio alla figura e all’opera del grande artista italiano, filosofo del silenzio. È stata scattata dalle mie parti, rappresenta la strana capacità di riprendersi: c’è una Panda traballante che esce fiduciosa da una nuvola nera. Perché i gatti hanno 7 vite, gli uomini anche 700. Noi italiani poi siamo bravi a scrollarci di dosso i disastro, come polvere dalla giacca e ripartire, andare avanti».
«Per la prima volta ho usato il mio nome – continua l’artista – e mi sono circondato di un’orchestra di musicisti amici con cui volevo collaborare da tempo, anche dal punto di vista dei cori gospel, soul… Ho seguito la possibilità che avevo di essere autentico, L’album ho iniziato a scriverlo un po’ prima del lockdown, c’è l’eco di cose successe anche durante questo periodo Covid, ma c’è anche l’Italia dei rider che giravano per la città e dei partigiani e delle loro imprese. Nel lavorare a questo disco mi sono rapportato con l’idea di non dover per forza stupire». 
Un’iniezione di fiducia. «“Paesaggio dopo la battaglia” – continua il musicista – è una ricerca fiduciosa che crede nel cambiamento e nella trasformazione, una via per affrontare il periodo particolare che stiamo vivendo, un cortocircuito tra atmosfere diverse, e un insieme di battaglie, intime e universali, tenute insieme da una voce narrante accompagnata da strumenti fantasma: un’orchestra di fiati, un pianoforte, un coro gospel e vari sintetizzatori»
A proposito del Covid. «Questa pandemia ci ha fatto capire che siamo fragili: ci crediamo intelligenti ma abbiamo creato un mondo dove i virus vivono meglio di noi. Insieme al cd esco il libro, Note a margine e maceri, un diario on the road, tutto quello che non è entrato nelle canzoni».
In programma? «Una serie di incontri organizzati in alcuni importanti Atenei italiani: (10.05 Università Statale di Milano, 11.05 Università degli Studi di Napoli Federico II, 14.05 Università di Siena, 18.05 Università degli Studi di Trento, 25.05 Università di Bologna, ndr). Poi il nuovo tour che segna la vera ripartenza live (28.06 Estate Sforzesca, Milano; 30.06 Estate fiesolana, Fiesole; 13.07 Sequoie Music Park, Bologna; 16.07 Flowers Festival, Collegno; 18.07 Festival Estate al Castello – Villafranca non si arrende 2021, Villafranca di Verona; 21.07 Villa Olmo Festival, Como; 30.07 Tener-a-mente Festival, Vittoriale degli italiani – Gardone Riviera, ndr)».
 
 
ORIETTA CICCHINELLI

5 Maggio 2021
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