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12:03 am, 2 Maggio 21 calendario

Quel blitz che segnò la fine di Osama Bin Laden

Di: Redazione Metronews
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Il 2 maggio di 10 anni le Navy Seals, le forze speciali della Marina statunitense uccisero in un blitz il fondatore di al-Qaeda, Osama bin Laden, nel suo compound nei pressi di Abbottabad, in Pakistan. La Primula Rossa, lo sceicco del Terrore, l’Emiro, il Grande B.: è stato chiamato in mille modi, Osama Bin Laden, l’uomo più ricercato del mondo da quando, l’11 settembre del 2001, un attacco terroristico senza precedenti colpì l’America al cuore, uccidendo più di tremila persone. Da allora  divenne il leggendario obiettivo numero 1 dei servizi segreti di mezzo continente, mentre George W. Bush sulla sua testa mise una taglia di 25 milioni di dollari. I servizi segreti americani, impiegarono dieci anni per trovarlo, una caccia nella quale utilizzarono la tecnologia e i mezzi più sofisticati, ma in cui risultò vitale anche il fattore umano. Alla fine, la chiave per scovarlo fu il messaggero: l’indizio che portò al nascondiglio di Bin Laden ad Abbottabad (in Pakistan) fu una telefonata intercettata dagli Usa, fatta dal fidato messaggero del capo di Al Qaeda, Abu Ahmed al Kuwaiti.
Erik Dahl, un passato nell’intelligence ma ora in pensione, ha studiato i vari passaggi della caccia, e lo ha fatto utilizzando fonti aperte al pubblico (perchè ci sono ancora numerosi documenti riservati). Dahl ha spiegato che il raccogliere informazioni da tutto il mondo, incrociarle e seguire le piste, è stato fondamentale in questo processo. Al Kuwaiti faceva da collegamento tra Bin Laden e i suoi militanti, perchè la residenza a tre piani occupata dal leader di Al Qaeda non aveva linee telefoniche o internet. Ma ogni volta che Al Kuwaiti o altre persone dell’entourage di Bin Laden volevano parlare al telefono, guidavano per più di un’ora e mezza prima di mettere la batteria nei loro telefoni cellulari. Però proprio attraverso di lui, le spie statunitensi riuscirono a localizzare la residenza di Abbottabad: notarono allora che c’era una persona che ogni giorno andava a fare una passeggiata in un cortile interno della casa, ma non usciva mai.
Grazie alle immagini satellitari, l’intelligence statunitense riuscì a raccogliere informazioni sufficienti per identificare l’uomo che passeggiava come Bin Laden (lo fecero grazie alla carnagione e all’altezza, perchè non si riuscì ad ottenere un’immagine sufficientemente chiara del viso). Una volta individuato l’obiettivo non restava che attendere che si verificassero le condizioni ottimali per decidere la data dell’operazione militare statunitense: il 2 maggio 2011. Quella notte ad Abbottabad c’era la luna calante e una temperatura di 32 gradi.
L’operazione fu condotta dalle United States Navy Sea, Air and Land forces, meglio conosciute come Navy Seals, le forze speciali della Marina, protagoniste di decine di missioni di successo all’estero, anche se la più celebre fu proprio quella condotta dai 14 membri che il 2 maggio 2011 scovarono e uccisero in Pakistan il terrorista allora più ricercato al mondo, Osama bin Laden. Furono sempre i Seals a guidare il 27 ottobre 2019 il blitz che portò all’uccisione del leader dell’Isis, Abu Bakr al-Baghdadi. 
Per provare ad entrare nei Seals bisogna superare prove fisiche come fare 50 piegamenti sulla braccia in due minuti e correre 2,5 chilometri con gli anfibi in meno di 10 minuti e 30 secondi. Superati questi test si entra nella scuola di addestramento vera e propria, della durata di 48 settimane, e riassunta nel motto, “the only easy day was yesterday”, “l’unico giorno facile era ieri”. Al termine della durissima selezione, i candidati ricevono il distintivo ufficiale, lo Special Warfare Badge, denominato anche il Tridente dei Seals. 
La loro formazione è fatta risalire alla Seconda Guerra Mondiale, con l’entrata in azione dei primi nuclei di sommozzatori guastatori, gli Underwater Demolition Teams. Fu poi con la Guerra del Vietnam, dove furono ampiamente impiegati, prima con il ruolo di istruttori e in seguito in azioni dirette nell’ambito del Programma Fenice – con le quali la Cia mirava a smantellare la rete della guerriglia Vietcong nel Sud – che i Seals assunsero la loro denominazione attuale e quell’aura di soldati super-addestrati alimentata dai film di Hollywood

2 Maggio 2021
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