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5:30 am, 9 Febbraio 21 calendario

«Ecco l’horror delle fiabe ma non parlatemi di granchi»

Di: Redazione Metronews
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MILANO Cappuccetto Rosso, Il Piccolo Principe, Barbalù, La Bella e La Bestia, Le Fiabe del Focolare, Peter Pan, Il Brutto Anatroccolo, Hansel e Gretel. Fiabe che conosciamo tutti. Che ci hanno raccontato quando eravamo piccoli e che ascoltavamo anche più e più volte. Perché quelle storie si sviluppavano lungo un percorso narrativo che riconoscevamo ogni volta e che avevamo il “compito” di imparare: il bene trionfa sul male. E il male è sempre l’Altro, il diverso da noi, lo sconosciuto. A far luce sui segreti nascosti del “c’era una volta” ci pensa Carlo Lucarelli che, da lunedì su Sky Arte, alle 21,15, per otto episodi, svela In compagnia del lupo – Il cuore nero delle favole.
Lucarelli, qual è il “cuore nero delle favole”?
«Non ce n’è solo uno, si tratta di tante sfumature. E le abbiamo viste solo quando siamo cresciuti. Ho due bimbe di 9 anni e per loro Cappuccetto Rosso è diversa da quella che avevano raccontato a me dove la nonna veniva mangiata, il lupo squartato, riempito di pietre e fatto affogare in un lago. Siamo stati tutti un po’ segnati da queste fiabe horror in una pedagogia terrorista che metteva al bando il lupo cattivo. In realtà, dietro Cappuccetto Rosso c’era la licantropia e dietro Peter Pan la paura per le morti premature dei bambini, tanto per fare degli esempi».
Sempre e comunque paura dell’Altro.
«Certo. Non ci sentiamo  a nostro agio quando ci troviamo in situazioni nuove ma contemporaneamente siamo affascinati dalle novità. Per questo bisogna vincere la paura».
Di cosa ha paura Carlo Lucarelli?
«Malgrado la paura sia il mio mestiere, sono terrorizzato dai granchi. Potrei anche arrivare ad accarezzare un leone, ma davanti a un granchio scappo».
Quando era bambino c’era una fiaba che la spaventava?
«“La grotta dei bambini di pietra”: ne avevo talmente paura che ho rimosso la storia. Avevo anche paura di una stanza in casa dei miei nonni che aveva sempre la porta socchiusa: vedevo un luccichio e mi ero convinto fossero degli occhi che mi spiavano. Solo aprendo quella porta ho scoperto che quel brillore era la luce che rifletteva sul cellophane in cui era impacchettato il divano nel salotto che non usavano più».
Ogni fiaba ha una sua morale. Qual è la sua rispetto alle sue paure personali?
«Bisogna spalancarle le porte: se si guarda in faccia la paura, svanisce».
Tranne quella per i granchi…
«Ovviamente».
PATRIZIA PERTUSO
 

9 Febbraio 2021
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