plastica
5:02 am, 10 Dicembre 20 calendario

Trovate microplastiche anche nella placenta umana

Di: Redazione Metronews
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Trovate microplastiche nella placenta umana: è la prima volta che questa presenza viene provata, grazie a una ricerca dell’Ospedale Fatebenefratelli di Roma e dal Politecnico delle Marche che è stata pubblicata sulla rivista scientifica Environment International. Le microplastiche sono particelle di dimensioni inferiori a cinque millimetri derivanti dalla degradazione di oggetti in plastica presenti nell’ambiente. Le microplastiche possono spostarsi dall’ambiente agli organismi viventi, compresi i mammiferi.
In questo studio, sono state analizzate sei placente umane, raccolte da donne consenzienti con gravidanze fisiologiche, mediante microspettroscopia Raman per valutare la presenza di microplastiche. In totale, sono stati trovati 12 frammenti di microplastica (di dimensioni variabili da 5 a 10 μm), di forma sferica o irregolare in 4 placente (5 nel lato fetale, 4 nel lato materno e 3 nelle membrane corioamniotiche); tutte le particelle di microplastiche sono state caratterizzate in termini di morfologia e composizione chimica. Tutti erano pigmentati; tre sono stati identificati come polipropilene colorato un polimero termoplastico, mentre per gli altri nove è stato possibile identificare solo i pigmenti, che erano tutti utilizzati per rivestimenti artificiali, vernici, adesivi, intonaci, pitture a dita, polimeri e cosmetici e prodotti per la cura della persona.
Che tipo di conseguenze sulla salute possa avere la presenza di microplastiche nel feto ancora non si sa. Certo è che alla luce del ruolo cruciale della placenta nel sostenere lo sviluppo del feto e nell’interazione con l’ambiente esterno, la presenza di queste particelle è motivo di grande preoccupazione. E non è chiaro neppure come le microplastiche entrino nell’organismo umano. Due sono le strade ipotizzate dagli scienziati: la via respiratoria e attraverso l’apparato gastroenterico. Gli pneumatici, ad esempio, possono rilasciare durante le frenate grandi quantità di microplastiche che, una volta respirate ed entrate nel torrente circolatorio, raggiungerebbero la placenta. Per ingestione le microparticelle di plastica potrebbero arrivare nell’organismo attraverso pesci come salmone o crostacei che sono grandi accumulatori. 

10 Dicembre 2020
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