usa 2020
2:39 pm, 10 Novembre 20 calendario

Trump, battaglia legale Denuncia in Pennsylvania

Di: Redazione Metronews
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Donald Trump non ha riconosciuto la sconfitta elettorale e anzi parte alla battaglia legale per il riconteggio dei voti contestando la vittoria di Joe Biden alla presidenza. Il suo team legale ha avviato una denuncia in Pennsylvania, sostenendo che Filadelfia e Pittsburgh sono state inondate dai brogli: gli avvocati hanno chiesto un’ingiunzione di emergenza per impedire ai funzionari statali di certificare la vittoria di Biden nello Stato. Nel frattempo il procuratore generale degli Stati Uniti, Bill Barr, ha autorizzato i pubblici ministeri federali ad avviare indagini sulle presunte irregolarità nel voto. Barr, a lungo uno strenuo difensore del presidente, ha spiegato che la sua mossa non significa che il ministero abbia in mano prove a sostegno della tesi della Casa Bianca, ma ha liberato i pubblici ministeri dalle restrizioni su indagini di questo tipo. Una scelta che ha avuto un’immediata ripercussione al ministero della Giustizia: subito dopo il suo annuncio, in segno di protesta, ha annunciato le sue dimissioni Richard Pilger, alto funzionario del Dipartimento di giustizia responsabile proprio delle indagini sui brogli elettorali.
Repubblicani. Il presidente si batte per invertire le vittorie del rivale democratico in diversi Stati chiave – Pennsylvania, Nevada, Georgia e Arizona – che danno a Biden abbastanza voti elettorali per vincere le elezioni presidenziali complessive. La campagna di Trump e il partito repubblicano hanno intentato o minacciato azioni legali in diversi Stati (una decina di cause avviate, alcune già ritirate) sperando di cambiare il risultato con squalifiche e riconteggi. Ma finora le loro azioni non hanno prodotto risultati: deve portare le prove delle accuse, e comunque, anche qualora vincesse, non è detto che questo gli basterebbe per rivendicare la vittoria.   Nella sua battaglia, il presidente trova il Gop ancora compatto nel sostenerlo. Finora solo tre senatori repubblicani si sono ufficialmente schierati con Biden: dopo Mitt Romney e Lisa Murkowski, lunedì è stata la volta di Susan Collins che ha rotto gli indugi e ha fatto le “congratulazioni al presidente eletto (tra l’altro, il suo nome è girato per un suo possibile ingresso nella squadra della futura amministrazione). I repubblicani per ora non contestano la sua narrativa, che le elezioni gli siano state rubate: anzi, per la prima volta in pubblico dopo il voto, Mitch McConnell, il leader della maggioranza repubblicana, lunedì ha parlato in modo deciso proprio nell’aula al Congresso: Trump, ha detto, ha “il pieno diritto di accusare di irregolarità e valutare le sue opzioni legali”.

10 Novembre 2020
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