ricchezza
6:26 pm, 7 Ottobre 20 calendario

Salgono a 40 i paperoni Chi sono i più ricchi d’Italia

Di: Redazione Metronews
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ROMA Alla fine dello scorso luglio il numero dei più ricchi d’Italia è aumentato dai 36 dell’anno scorso a 40, di cui il 67% sono uomini e il restante 33% donne. È quanto emerge dall’ultimo studio annuale Billionaires Insights di Ubs e PwC, da cui si rileva come l’aumento degli uomini più ricchi d’Italia si inserisca comunque in un trend di diminuzione: nel 2015 i Paperoni italiani erano 43. Lo studio conferma inoltre una caratteristica dei miliardari più ricchi del Bel Paese: sono dei cosiddetti “self made men” per il 49% del totale. È il caso di Leonardo Del Vecchio di Luxottica o di Giorgio Armani dell’omonima Casa di moda oppure l’ex premier Silvio Berlusconi.
Gli uomini più ricchi d’Italia e le imprese innovative
La loro ricchezza complessiva è, tra l’altro, estremamente variabile: se nel 2019 è calata del 12% a 125,6 miliardi di dollari, tra aprile e luglio di quest’anno è tornata ad aumentare del 31% a 165 miliardi nonostante le conseguenze della crisi. Lo studio conferma anche l’importanza di alcuni settori rispetto ad altri: tra il 2019 e il 2020 la fortuna dei miliardari italiani è arrivata da attività per lo più nei settori Consumer&Retail, Industrial e Financial Services. Al contrario, a livello globale sono le imprese innovative a sostenere la ricchezza dei Paperoni e ad aumentare il loro numero, al punto che Ubs e PwC parlano di “grande polarizzazione” verso tre settori in particolare: tecnologico, healthcare e industriale. Alla fine di luglio sono 2.189 i miliardari in tutto il mondo, rispetto ai 2.158 di fine 2017, e la loro ricchezza ha raggiunto un nuovo record di 10.200 miliardi di dollari, contro il precedente massimo storico di 8.900 miliardi registrato sempre alla fine del 2017. La maggior spinta è arrivata non dai miliardari tradizionali, ma da un cluster di “Innovators & disruptors”: se per i primi la ricchezza tra il 2018 e il 2020 è cresciuta di 210 miliardi a 3.668 miliardi, per i secondi è salita di 774 miliardi a 5.284 miliardi. Ciononostante il grande “amore” rimane il mattone, visto che fino al 40% della ricchezza è investito nell’immobiliare.
I più ricchi sono un po’ più filantropi
L’aumento della ricchezza dei miliardari e del loro numero non significa che i paperoni mondiali non abbiano subito l’impatto del coronavirus. Basti pensare che tra febbraio e marzo scorsi il loro patrimonio è sceso di ben 564 miliardi e sono spariti dall’elenco in 43. Oltre all’importanza dell’innovazione, lo studio conferma un trend ormai noto. È, infatti, la Cina il Paese con la maggior crescita della ricchezza dei miliardari con un +1.146% tra il 2009 e il 2020, a fronte del +170% degli Stati Uniti, il +175% della Germania e il +168% del Regno Unito. Fanno ancora meglio Francia (+439%), Hong Kong (+208%) e Canada (+238%). Infine non manca un passaggio su un trend recente ma di particolare rilevanza nell’attuale momento di crisi economica: i miliardari sono sempre più filantropi. Durante l’emergenza sanitaria 209 miliardi hanno impegnato tra marzo e giugno 7,2 miliardi di dollari per la lotta contro il coronavirus: 175 hanno donato 5,5 miliardi di dollari a fondazioni, ospedali o altre organizzazioni, 24 hanno convertito le loro attività alla produzione di dispositivi di protezione individuale o ventilatori polmonari investendo 1,4 miliardi e 10 hanno avviato specifiche iniziative come la realizzazione di impianti per la produzione di vaccini.
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7 Ottobre 2020
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