Scuola
6:41 pm, 21 Agosto 20 calendario

Azzolina nella bufera Alunno positivo, ecco cosa fare

Di: Redazione Metronews
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“Nel sindacato qualcuno sta sabotando”. Scendono come un fendente le parole della ministra dell’Istruzione Azzolina che sceglie di non rispondere alle critiche ma di contrattaccare. E ribadisce: “La scuola riaprirà”, anche se le incertezze, ora dopo ora, permangono. L’intervista di Azzolina a Repubblica apre un nuovo fronte interno:  Azzolina  parla di “inaccettabile ricatto del sindacato che minaccia di paralizzare la ripresa scolastica”, perché “non è un mistero che i sindacati siano contrari al concorso con prova selettiva: vorrebbero stabilizzare i precari, immissione in ruolo per soli titoli”.  Immediata la reazione dem. “Sulla scuola il Governo usi la collaborazione e non alimenti divisioni. La riapertura in sicurezza è per il Pd la priorità assoluta. Primo banco di prova del Governo alla ripresa e bisogna lavorare insieme al mondo della scuola per raggiungere questo obiettivo”, scrive il segretario Nicola Zingaretti, su Twitter. L’ex presidente Matteo Orfini definisce le parole del ministrno “sbagliate e irresponsabili”. Per Orfini “dopo mesi di offese ai precari e di incertezze nella gestione, quando tutti stanno cercando tra mille sforzi di garantire l’apertura in sicurezza e di recuperare i ritardi accumulati, la ministra aggredisce il mondo della scuola senza alcuna ragione”. Critiche arrivano anche dall’opposizione, con la presidente dei senatori di Forza Italia Anna Maria Bernini che accusa il ministro di alludere a “complotti inesistenti da parte di chi si limita a denunciare una realtà scomoda”. Per Bernini l’accusa ai sindacati è l’ultima arma a disposizione, “quella della disperazione”.
Il sindacato.  A ribattere alla titolare dell’Istruzione nei termini più duri è la Cgil Scuola, per bocca del suo segretario generale, Francesco Sinopoli, che la taccia di “accuse gratuite, infondate e offensive”. In un intervento a RaiNews24, Sinopoli sottolinea i ritardi della gestione governativa: “Bisognava muoversi con anticipo – aggiunge -. Noi abbiamo spiegato già dal mese di aprile che per riaprire le scuole in presenza serviva un provvedimento straordinario del Governo. Ci voleva un organico aggiuntivo che poi è arrivato ma è insufficiente, lo sanno anche i dirigenti scolastici. Le risorse rese disponibili per gli enti locali ci sono da poco. Ora nei giorni che mancano all’apertura dell’anno scolastico, ci aspettiamo un’accelerazione, evitando di inventare polemiche che non servono a nessuno e soprattutto non servono alla scuola”. “Ribadiamo che il Governo non ha fatto abbastanza – ha aggiunto il sindacalista – e i problemi annunciati mesi fa sono stati confermati e vengono riconfermati ogni giorno”. 
Le regole Iss. Intanto sono diventate ufficiali le raccomandazioni dell’Istituto superiore di sanità su come è meglio agire in caso di bambino con sintomi da Covid, che sono una lunga serie, inclusa, chiaramente, la temperatura corporea più alta di 37.5 e la tosse. È il rapporto “Indicazioni operative per la gestione di casi e focolai di SARS-CoV-2 nelle scuole e nei servizi educativi dell’infanzia” messo a punto da ISS, Ministero della Salute, Ministero dell’Istruzione, INAIL, Fondazione Bruno Kessler, Regione Veneto e Regione Emilia-Romagna, che contiene anche i comportamenti da seguire e le precauzioni da adottare nel momento in cui un alunno o un operatore risultino casi sospetti o positivi.
Scuole aperte con un caso. Nell’istituto occorre attrezzare una stanza dove isolare l’allievo mentre si aspetta l’arrivo dei genitori. Sono loro a contattare pediatra o medico di famiglia che può richiedere il tampone alla Asl. In caso di positività si valuta l’isolamento di tutti i compagni di classe e dei docenti che hanno avuto contatti con il contagiato nelle 48 ore precedenti. Se ci fosse un solo un caso, scrivono gli esperti, non va automaticamente chiusa la scuola ma il dipartimento di prevenzione della Asl deve valutare la situazione anche in base alla circolazione del virus in quel momento nell’area dove si trova la scuola. Se viene contagiato un docente o un altro lavoratore scolastico si valuteranno i suoi contatti, sempre nei due giorni prima, e si avvieranno eventuali quarantene. A ogni bambino verrà misurata la febbre dai genitori la mattina, prima dell’ingresso a scuola. 
Tutte le scuole dovranno nominare un referente, che dialogherà con la Asl dove dovrà essere indicato un medico di riferimento per ogni istituto. Nelle scuole dovranno esserci registri che tengono conto di tutti gli spostamenti di docenti e supplenti nelle classi e di eventuali attività svolte da uno o più alunni fuori dalla propria aula. 
In caso di positività. Se  un alunno manifesta la sintomatologia a scuola, le raccomandazioni prevedono che questo vada isolato in un’area apposita assistito da un adulto che indossi una mascherina chirurgica e che i genitori vengano immediatamente allertati ed attivati. Una volta riportato a casa, i genitori devono contattare il pediatra di libera scelta o medico di Medicina Generale che, dopo avere valutato la situazione, deciderà se è necessario contattare il Dipartimento di Prevenzione (DdP) per l’esecuzione del tampone. Se il test è positivo il DdP competente «condurrà le consuete indagini sull’identificazione dei contatti e valuterà le misure più appropriate da adottare tra le quali, quando necessario, l’implementazione della quarantena per i compagni di classe, gli insegnanti e gli altri soggetti che rientrano nella definizione di contatto stretto. La scuola in ogni caso deve effettuare una sanificazione straordinaria».
Dati Oms. Il tema dei contagi tra i bambini è stato molto dibattuto nelle scorse settimane. Oggi è intervenuto Ranieri Guerra, direttore aggiunto dell’Oms. Sottolineando che “non abbiamo ancora conoscenze solide sul tema”, ha però sottolineato che per i ragazzi dai 10 ai 12 anni c’è una contagiosità che cresce fino ai 14-16 anni dove la carica virale e la capacità di contagiare sono equivalenti a quella di un adulto. Questo è un elemento importante per le misure di conteniento: per esempio l’uso di mascherine, distanziamento, cautele con cui bisognerà gestire le diverse tipologie di scuola. È evidente che le medie superiori rappresentino un rischio maggiore”. Ha poi ricordato che la certezza di queste informazioni arriverà solo dopo la conclusione di un ampio studio finanziato da istituti di ricerca americani e che terminerà non prima di dicembre. 
Le regioni. Nel frattempo alcune regioni stanno procedendo con proprie linee guida. Il presidente dell’Emilia Romagna, Stefano Bonaccini, oggi ha incontrato i sindacati e stabilito date e modalità per effettuare test sierologici per il personale e ha organizzat una rete di bus gratuiti per gli under 14. Inoltre ha annunciato un tavolo con i sindacati, dalla settimana prossima, per poter affrontare insieme tutti gli aspetti operativi ancora aperti. Anche l’Umbria ha organizzato una campagna tra il personale scolastico che prevede anche test sierologici. Stessa situazione, in Veneto, da lunedì. 

21 Agosto 2020
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