il virus cinese
1:20 pm, 22 Febbraio 20 calendario

Due morti in Italia Salgono colpiti in Lombardia

Di: Redazione Metronews
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E’ un’anziana donna di Codogno la seconda, possbile vittima del coronavirus, la prima in Lombardia (l’altra in Veneto, si tratta di uno dei due contagiati padovani che era ricoverato all’ospedale di Monselice, un uomo di 78 anni). Sono in corso accertamenti per verificare che sia stato proprio il virus a ucciderla. Sono 39 le persone contagiate dal coronavirus in Lombardia, ha affermato il presidente della Regione, Attilio Fontana.  Marito e moglie di Pieve Porto Morone (Pavia) sono risultati positivi ai test. I due si aggiungono agli altri due nuovi casi registrati nelle ultime ore a Cremona.
Quarantena obbligatoria.  E’ fatto obbligo alle Autorità sanitarie territorialmente competenti di applicare la misura della quarantena con sorveglianza attiva, per giorni 14, agli individui che abbiano avuto contatti stretti con casi confermati di malattia infettiva diffusiva COVID-19. Lo stabilisce un’ordinanza del ministro della Salute, pubblicata sulla Gazzetta Ufficiale odierna e immediatamente in vigore.     E’ fatto obbligo a tutti gli individui che, negli ultimi 14 giorni, abbiano fatto ingresso in Italia dopo aver soggiornato nelle aree della Cina interessate dall’epidemia, come identificate dall’Organizzazione mondiale della sanità, di comunicare tale circostanza al Dipartimento di prevenzione dell’azienda sanitaria territorialmente competente. Acquisita la comunicazione, l’Autorità sanitaria territorialmente competente provvederà all’adozione della misura della permanenza domiciliare fiduciaria con sorveglianza attiva ovvero, in presenza di condizione ostative, di misure alternative di efficacia equivalente.
Oms. ​L’aumento dei casi di contagio da nuovo coronavirus al di fuori della Cina è diventato motivo di preoccupazione per l’Oms: lo ha ripetuto il direttore generale dell’Organizzazione mondiale della sanità (OMS), Tedros Adhanom Ghebreyesus, nel suo giornaliero briefing con la stampa.  “Anche se il numero totale di casi al di fuori della Cina rimane relativamente piccolo, siamo preoccupati per il numero di casi senza un chiaro collegamento epidemiologico, come la storia di un viaggio in Cina o il contatto con un caso confermato”.   L’Oms è anche preoccupata per l’aumento dei casi in Iran, Corea del Sud e Italia e “per come il virus si stia ora diffondendo in altre parti del mondo”. Il direttore generale dell’agenzia Onu ha ribadito che c’è ancora una possibilità di contenere il virus, ma -ha ribadito – “la finestra di opportunità si sta restringendo”.

22 Febbraio 2020
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