il virus cinese
10:09 pm, 4 Febbraio 20 calendario

Coronavirus, termoscanner per tutti i voli dall’estero

Di: Redazione Metronews
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Dopo la fase di test degli ultimi 2 giorni, sono partiti i controlli della temperatura corporea per i passeggeri in arrivo allo scalo di Fiumicino. Centinaia di volontari della Croce Rossa controllano i viaggiatori in arrivo dei voli nazionali, internazionali e area Schengen, in corridoi nei quali i volontari muniti di tablet collegato ai termoscanner, ricevono i dati sulla temperatura corporea dei passeggeri rilevati dai macchinari. In caso di soggetti con una temperatura superiore alla soglia prevista, scatta un protocollo sanitario. Una iniziativa disposta dal Ministero della Salute, che ha previsto i termoscanner per tutti i voli esteri in tutta Italia. 
L’Italia, ha fatto sapere il presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, «non ha bisogno di ulteriori misure per affrontare l’epidemia». 
Intanto è risultato negativo al coronavirus il 17enne italiano rimasto a Wuhan perché aveva la febbre. Dovrebbe quindi rientrare presto in Italia. C’è invece un caso sospetto a Livorno per un uomo proveniente da Shangai. 
Intanto si sono aggravate le condizioni dei due turisti settantenni cinesi ricoverati allo Spallanzani di Roma con il coronavirus accertato. I due, riferiscono i medici, «nelle ultime ore hanno avuto un aggravamento delle condizioni cliniche a causa di una insufficienza respiratoria». Pertanto, spiegano i medici, è stato necessario un supporto respiratorio in terapia intensiva.
Nel mondo intanto non cessa l’allarme. È fuga dalla Cina dove il coronavirus continua a diffondersi: con 427 morti e 20.645 contagi, oltre 3.200 solo nelle ultime 24 ore, Francia, Gran Bretagna e Germania hanno consigliato i rispettivi cittadini a lasciare il Paese, anche alle luce di ulteriori future complicazioni ai trasporti. Il tasso di mortalità intanto si è ridotto al 2,1% ma a Hong Kong si è registrato il secondo decesso fuori dalla Cina continentale. 
Intanto il medico 34enne che fu il primo a lanciare l’allarme della diffusione della nuova epidemia, e che è stato prima perseguito e poi riabilitato dalle autorità, una volta riammesso in corsia è stato anche lui contagiato. 
Pechino, che continua a tenere in quarantena oltre 60 milioni di persone, ha licenziato il vice direttore della Croce rossa dello Hubei. Crescono però le complicanze economiche: in alcune località inizia a scarseggiare il cibo, mentre anche all’estero le fabbriche si fermano perché mancano le componenti prodotte in Cina.

4 Febbraio 2020
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