Cinema/Cate Blanchett
5:30 am, 5 Dicembre 19 calendario

«Spesso fuggo da me stessa più complicato è tornare»

Di: Redazione Metronews
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ROMA Quando una donna non ne può più. Può succedere a una donna che era un grande architetto, che ha smesso di lavorare e si è chiusa a (quasi) tutto per dedicarsi alla famiglia e che un giorno, per caso, dopo una richiesta della figlia che pensa di non riuscire a gestire, fugge via. Semplicemente sparisce.
Lei ha la faccia di una sempre straordinaria Cate Blanchett con caschetto nero e a dirigerla in “Che fine ha fatto Bernadette?” (dal 12 al cinema) è il Richard Linklater di “School Of Rock” che è come se conoscesse un po’ il personaggio, tratto dall’omonimo best seller di Maria Semple: «Mia madre le somigliava, a volte scompariva per giorni ma era fantastica come questa donna schiacciata dalla routine familiare  e tenuta lontana dalla sua arte, la cosa più triste che si possa pensare». 
Triste come fuggire da se stessi. «Credo – dice la Blanchett – che sfuggire a se stessi sia impossibile. E più si invecchia, e qui c’è una donna non giovanissima, più diventa importante avere la forza di guardare al passato e prendersi la responsabilità di essere ciò che si è e  di ciò che magari si è rinnegato a lungo». 
Quando le si chiede quanto si è riflessa in questa donna che vive un momento di caos e rompe il finto puzzle che si era costruita senza pensare a come rimetterà i pezzi insieme, la Blanchett risponde: «Mi sono identificata. Anche io come lei vivo con stress i momenti di successo perché non so cosa verrà dopo e capisco che per lei sia più facile sparire. Ma è il riemergere che risulta complicato».
SILVIA DI PAOLA

5 Dicembre 2019
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