elezioni regionali
8:29 pm, 28 Ottobre 19 calendario

La disfatta in Umbria indebolisce il governo

Di: Redazione Metronews
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ROMA Giuseppe Conte cerca di tenere la barra dritta il giorno dopo il voto in Umbria, che ha segnato un insuccesso per la riproposizione in ambito regionale della maggioranza che regge il governo a Roma e chiama i leader di M5S e Pd per una riflessione comune. Ma Pd e M5S valutano l’alleanza giallorossa e tutti guardano alla manovra come banco di prova per una ripartenza, in attesa che le prossime elezioni regionali diano ulteriori segnali sulla volontà popolare.
Lo schiaffo umbro
Quello giunto dall’Umbria è stato chiaro. La candidata alla carica di presidente per il centrodestra, Donatella Tesei, ha ottenuto il 57,55%, contro il 37,48% del candidato dell’alleanza di governo, Vincenzo Bianconi. La Lega con il 36,95% è il primo partito, seguito dal Pd (22,33%) e dagli arrembanti Fratelli d’Italia della Meloni che con il 10,4% hanno superato M5S (7,4%) e Forza Italia (5,5%). «Siamo partiti da poco, dobbiamo proseguire lungo questo cammino, abbiamo bisogno di maggiore spirito di squadra, più coesione, lavorare con determinazione, i cittadini ci chiedono questo», ha detto il premier. Per il quale l’orizzonte resta quello del 2023, cioè la scadenza naturale della legislatura.
Confronto sulla manovra
Oggi primo confronto nel vertice convocato per definire gli ultimi passaggi della legge di bilancio. Ma nel M5S la tensione è alta. Di Maio assicura che il governo non è a rischio, ma definisce un «esperimento che non ha funzionato» l’alleanza locale con il Pd e chiede un programma «più dettagliato» per il governo. «Occorre voltare pagina – fa eco il segretario dem, Zingaretti – l’alleanza ha senso solo se vive in un comune sentire delle forze politiche che ne fanno parte, altrimenti la sua esistenza è inutile e sarà meglio trarne le conseguenze».
Opposizioni in festa
Le opposizioni gongolano per la vittoria in Umbria e attaccano il governo: il Conte bis «non rappresenta il popolo italiano. Non penso che possano andare avanti per molto», ha affermato il leader leghista Matteo Salvini. Più tranchant Giorgia Meloni: «Il governo deve rassegnare le dimissioni. Non si possono derubricare le elezioni regionali a un test locale, non dopo che nella giornata di chiusura della campagna elettorale mezzo governo era a Narni». Dal Quirinale, però, si prende atto che tutti gli esponenti della maggioranza e del governo hanno confermato di voler proseguire nell’esperienza del Conte II.
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28 Ottobre 2019
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