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9:01 pm, 1 Luglio 19 calendario

Taglio al deficit contro l’infrazione Ue

Di: Redazione Metronews
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ROMA Sergio Mattarella scende in campo con forza a sostegno dei conti pubblici dell’Italia a pochi giorni dalla decisione della Ue: «Noi crediamo che la procedura di infrazione non abbia ragione di essere aperta», ha affermato al termine di un colloquio con il presidente austriaco. Il Capo dello Stato ha sottolineato che «i nostri conti sono solidi» e «non c’è un’economia a rischio», anche se ovviamente i numeri vanno costantemente monitorati e «tenuti sotto controllo». Il presidente della Repubblica, a Vienna per una visita di Stato, si è speso in modo irrituale per evitare al Paese il baratro della procedura.
«Seconda manifattura d’Europa»
«Vi è una condizione di base dell’economia italiana di grande solidità – ha ribadito – siamo la terza economia dell’Ue e la seconda manifattura d’Europa. Credo non vi sia motivo per aprire una infrazione». Intanto è slittata la riunione della Commissione Ue che oggi avrebbe dovuto decidere se raccomandare all’Ecofin del 9 luglio l’avvio della procedura. Si aspetta, infatti, la chiusura della quadra sulle nomine.
Varato assestamento di bilancio
Ieri, intanto, è arrivato il via libera del Cdm al disegno di legge di assestamento di bilancio. Previsto un decreto ad hoc con «misure urgenti in materia di miglioramento di saldi di finanza pubblica» con il quale verranno «congelati» i risparmi di reddito di cittadinanza e quota 100 per l’arrivo di domande inferiori a quanto inizialmente stimato. Nell’assestamento del bilancio è prevista una riduzione del deficit per il 2019 dal 2,4% indicato nel Def al 2,04%, obiettivo indicato a dicembre al termine della trattativa sulla manovra con la Commissione Ue. Nessun impegno formale, invece, sugli obiettivi di bilancio per il 2020, come era stato richiesto da Bruxelles.
Scintille tra Di Maio e Salvini
La riunione del Consiglio dei ministri ha avuto uno strascico polemico per l’assenza – a suo dire annunciata – del vicepremier Di Maio. Che prima della riunione ha dichiarato: «Il silenzio della Lega sulle concessioni autostradali dispiace, fa sentire ancora più protetti i Benetton». Frase che ha fatto infuriare il vicepremier Salvini, che ha lasciato anzitempo Palazzo Chigi.
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1 Luglio 2019
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