Cinema/I Villeggianti
8:30 am, 25 Febbraio 19 calendario

«Stavolta porto al cinema la mia autobiografia immaginaria»

Di: Redazione Metronews
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ROMA Gruppo di famiglia in una villa. Lo schema è noto: concentrazioni di nevrosi, solitudini, dolori, gioie ma la tenera caoticità di Valeria Bruni Tedeschi è unica e, al di là di qualche prevedibilità, saprà afferrarvi durante la visione de “I Villeggianti” (dal 7 marzo in sala) che lei, regista e interprete, definisce «un’autobiografia immaginaria». Che poi tanto immaginaria non è se si considera che ci recitano la mamma Marisa Borini, la zia Gigi Borini, la  figlia adottata ai tempi in cui stava con Louis Garrel che qui non c’è ma che tanto somiglia al Riccardo Scamarcio impegnato in un abbandono in piena regola. 
E, se manca la sorella Carla Bruni, c’è una Valeria Golino che ne fa le veci, così come  Stefano Cassetti nel ruolo del fratello morto, un finto padre, compositore nella realtà e qui cantante lirico, accanto a un prepotente Pierre Arditi/Nicolas Sarkozy. 
Il resto è tutto Bruni Tedeschi doc: i suoi disagi amorosi, le sue cadute, le sue fragilità. 
Soprattutto  il suo caos: «Quando scrivo ho bisogno di lasciarmi ispirare da quello che vedo e che vivo, dalla gente che sta accanto a me. Lavorare su un materiale autobiografico implica non poter essere gentili con se stessi e con i propri cari. Per comprenderli meglio devo sentirmi libera di maltrattarli. Del resto i personaggi ai quali osiamo guardare con crudeltà sono  più umani, più teneri e suscitano maggiore empatia di quelli che cerchiamo di proteggere».
SILVIA DI PAOLA

25 Febbraio 2019
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