NAPOLITANO
9:33 pm, 25 Aprile 18 calendario

La polizia indaga per la vergogna sui social

Di: Redazione Metronews
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La polizia sta indagando sulla vergogna social, su chi ha augurato la morte al presidente emerido Giorgio Napolitano. Che comunque fa «passi da gigante», respira da solo, e sono trascorse «solo 12 ore dall’intervento». Reagisce così Giorgio Napolitano nel decorso dopo il complesso intervento chirurgico a cui è stato sottoposto all’ospedale San Camillo di Roma per fronteggiare una dissezione aortica. L’attenzione resta comunque alta, considerando l’età del paziente.    A dirlo è il professor Francesco Musumeci, il primario di cardiochirurgia dell’ospedale che ha operato il presidente emerito della Repubblica. La prognosi resta riservata per almeno 24-48 ore. 
 
Vergogna social. Nemmeno un intervento d’urgenza al cuore eseguito su un anziano di 92 anni ha però fermato gli haters sui social network. La notizia del malore di Napolitano, oltre a una miriade di messaggi di incoraggiamento, ha portato con sè pure alcuni messaggi dove, in maniera diretta o ventilata, si augura la morte all’ex Capo dello Stato. Da chi scrive «godo» a chi spera nella «liberazione» passando a quelli che si chiedono perché dovrebbe interessarsi dello stato di salute di chi «ha calpestato la Costituzione e svenduto la sovranità popolare». A lanciare la denuncia con l’hashtag #mifateschifo è la deputata del Pd, Alessia Morani che parla senza mezzi termini di «esercito di miserabili». Alcuni messaggi dal tenore puntuto sono stati pubblicati anche sul “blog delle stelle”. «L’odio sui social di qualche cretino non scalfisce la vicinanza degli italiani al presidente emerito e alla sua famiglia», twitta Matteo Renzi. Gli insulti «mi fanno schifo», rincara la dose Carlo Calenda.
Polizia indaga. Tuttavia gli insulti ricevuti da Giorgio Napolitano, attraverso i social, non passeranno sotto silenzio. L’incredibile quantità di messaggi, pubblicati a poche ore di distanza dalla notizia del malore che ha colto il presidente emerito, è diventata oggetto di indagine da parte della polizia postale. Alla polizia postale spetta ora il compito di rimuovere gli insulti e i messaggi di morte di cui è stato vittima Napolitano e di verificare le eventuali ipotesi di reato legate ai contenuti dei messaggi pubblicati.

25 Aprile 2018
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