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8:22 pm, 9 Aprile 18 calendario

Zuckerberg si prepara tornando a scuola

Di: Redazione Metronews
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USA Mark Zuckerberg, fondatore e ceo di Facebook, non ama comparire in pubblico. I suoi discorsi sul palcoscenico sono sempre stati una recita a copione, rare le interviste, nessuna improvvisazione nè dibattito pubblico in contraddittorio. Ecco perchè, in vista delle audizioni di oggi e domani davanti alle commissioni del Congresso Usa, ha assunto un gruppo di esperti per farsi «allenare». Per imparare rapidamente cosa dire e come dirlo (sia a parole che con il linguaggio del corpo). Tra i coach ci sarebbe anche un ex assistente di George W. Bush ai tempi della presidenza. Di fronte al Congresso Zuckerberg non potrà evitare le domande a bruciapelo dei parlamentari sulla cattiva gestione della protezione dei dati degli utenti della sua piattaforma social.
In giacca e cravata
Zuckerberg, che dovrà abbandonare la maglietta grigia e i jeans per indossare abito e cravatta, è stato preparato anche dai legali dello studio Wilmer Hale per rispondere «in modo non evasivo ma neppure troppo difensivo». Si è lavorato anche sul suo atteggiamento da misantropo, cercando di renderlo «più umile, gradevole e schietto». Il suo obiettivo sarà quello di scusarsi per gli errori, rassicurare il Congresso che la sua piattaforma non verrà sfruttata per manipolazioni e spiegare come saranno protetti meglio i dati. Intanto Zuckerberg ha annunciato una «commissione di ricerca indipendente» per trovare modo di assicurare la protezione dell’integrità delle elezioni ed ha sospeso un’altra società, la CubeYou.com con sede anche a Milano, per sospetto abuso nella gestione dei dati degli utenti del social network acquisiti attraverso dei quiz.
Wozniak chiude il profilo
In questo quadro pesa come un macigno l’addio a Facebook annunciato dal cofondatore della Apple, il 67enne Steve Wozniak, che ha staccato la spina al suo profilo: «Facebook mi ha portato più svantaggi che vantaggi – ha detto lo storico socio di Steve Jobs – Apple guadagna su buoni prodotti, non su di te. Su Facebook, invece, sei tu il prodotto».
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9 Aprile 2018
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