Roma/Festa del Cinema
8:30 am, 30 Ottobre 17 calendario

«Conosco molto bene la fatica del lavoro»

Di: Redazione Metronews
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ROMA  Il lavoro delle donne al tempo della crisi. Quando le aziende chiudono o delocalizzano e ti mandano via. Sandrine Bonnaire entra nel personaggio di una di queste donne e racconta l’odissea di chi sceglie di trasferirsi in Marocco piuttosto che farsi licenziare  in “Prendre le large”, regia di Gael Morel, il film presentato nello stesso giorno del bellissimo  “Tonya”, dell’incontro ravvicinato pubblico-Jake Gyllenhaal.
«Lei sa che non va in un paradiso – racconta la Bonnaire – sa che il Marocco è un luogo molto difficile le per le donne, ma sceglie di non farsi licenziare e di andare a lavorare a Tangeri. Fa questa scelta perché questo è l’inferno che preferisce, fa una migrazione al contrario e scopre di star meglio in Marocco che in Francia, perché lì sente  maggiore solidarietà. Scopre così di non avere più nulla che la lega alla Francia».
Signora Bonnaire, quanto questa donna somiglia alle altre? 
Credo che ci siano tante donne come lei. Quello che mi ha colpito in questa donna è la sua ostinazione nel non smettere di lavorare; piuttosto che restare in Francia  a godersi la liquidazione, preferisce partire e guadagnare quasi nulla per un lavoro peggiore. Il lavoro non le fa paura e anche il lavoro più umile non la cambia.
Cosa condivide con lei? 
Vengo da un ambiente come il suo: ho avuto un padre operaio con un misero salario che ogni mattina prestissimo andava  al lavoro in motorino. Ho avuto la fortuna di cominciare a far cinema a 15 anni e  per me  è cambiato tutto. Ma i miei genitori hanno continuato a fare quella vita, quindi so di cosa parlo: conosco l’etica del lavoro, conosco quella fatica e penso che sia importante non dimenticare da dove si viene.
SILVIA DI PAOLA
 

30 Ottobre 2017
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