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8:51 pm, 22 Ottobre 17 calendario

Puigdemont: «Elezioni? Non se ne parla»

Di: Redazione Metronews
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BARCELLONA Si apre una settimana cruciale per la disputa tra Barcellona e Madrid sull’indipendenza della Catalogna. Dopo la decisione del governo spagnolo di avviare la procedura di commissariamento della regione, con l’attivazione dell’articolo 155 della Costituzione, il presidente della Generalitat Charles Puigdemont, che ha parlato di «colpo di Stato» ricordando gli anni di Francisco Franco e paragonando il premier Mariano Rajoy al dittatore, ha chiesto la convocazione di una riunione del Parlament. Oggi si riuniranno i capigruppo dei partiti rappresentati nel parlamento catalano, per decidere la data della prossima riunione plenaria, che potrebbe essere una nuova opportunità per la dichiarazione dell’indipendenza, a compimento dei risultati del referendum del primo ottobre, illegale secondo Madrid.
Socialisti invitano ad un passo indietro
Il portavoce del governo catalano, Jordi Turull, ha ribadito che la richiesta di elezioni in Catalogna «non è sul tavolo» dal momento che Puigdemont ha già scartato questa opzione prima ancora dell’annuncio delle misure di revoca dell’autonomia da parte di Madrid. «Abbiamo già detto molte volte – ha aggiunto – che quello che è la Catalogna sarà deciso dal Parlament legittimamente eletto dai cittadini. Il Parliament prenderà una decisione rispettosa del mandato del referendum del primo ottobre e in difesa delle istituzioni catalane. Quello che succederà ora, con l’accordo di tutti e tutti uniti, sarà che annunceremo cosa faremo e come lo faremo», ha aggiunto Turull senza escludere «nessuno scenario», compreso quello della dichiarazione di indipendenza. Ma, ha sottolineato, «prenderemo le decisioni con i gruppi parlamentari». Il leader socialista spagnolo Pedro Sanchez ha espresso l’auspicio che Puigdemont faccia «un passo indietro» e convochi elezioni. Altrimenti, venerdì prossimo il Senato di Madrid autorizzerà l’attivazione dell’articolo 155.
“Il golpe lo hanno fatto loro”
La procedura «segue rigorosamente i dettami della Costituzione», ha precisato il ministro degli Esteri spagnolo, Alfonso Dastis, che rispondendo a Puigdemont ha sottolineato che «se c’è stato un colpo di Stato, è stato portato avanti proprio dal leader catalano». Intanto il presidente del Parlamento europeo, Antonio Tajani, ha avvertito che «nessun Paese europeo riconoscerà la Catalogna come Paese indipendente. Le piccole patrie sono un retaggio del passato e non tutelano gli interessi dei cittadini».
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22 Ottobre 2017
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