legge elettorale
2:34 pm, 10 Ottobre 17 calendario

Rosatellum, sì a fiducia La Camera diventa una bolgia

Di: Redazione Metronews
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Il Consiglio dei Ministri ha autorizzato l’ipotesi di porre la fiducia sulla legge elettorale, da oggi alla Camera. Il governo, con la ministra Anna Finocchiaro, ha posto quindi la questione della fiducia ma la ministra per i Rapporti con il Parlamento ha fatto fatica a parlare, perché in Aula è scoppiato il caos, con grida, urla e proteste, soprattutto da parte dei 5 Stelle. Alcuni deputati si sono anche avvicinati ai banchi della presidenza e del governo.  La ministra, nell’annunciare la fiducia, ha specificato in Aula che viene posta sugli articoli 1, 2 e 3 del testo base della legge elettorale. E’ la conferma che si svolgeranno quindi tre diversi voti di fiducia.
No di Mdp e M5S. Due manifestazioni di protesta in piazza, una domani pomeriggio e un’altra giovedì pomeriggio, davanti a Montecitorio. E’ la decisione emersa dall’assemblea congiunta dei 5 Stelle alla Camera, come conferma al termine il capogruppo, Simone Valente. E’ invece tramontata l’ipotesi di un Aventino, di cui pure si era discusso.      Tra le idee sul tavolo anche quella di protestare contro il Rosatellum bis anche davanti a Palazzo Madama, quando e se la legge arrivasse al Senato per la seconda lettura. No anche da Mdp:  “Il gruppo di Articolo 1 – Mdp ha espresso un giudizio unanime di radicale critica sull’ipotesi che venga messa la fiducia sulla legge elettorale”, comunica il presidente del gruppo Articolo 1 – Mdp, Francesco Laforgia. “Se dovessimo andar avanti su questa strada, Articolo 1 – Mdp voterà, all’unanimità, contro la fiducia e la legge elettorale”, aggiunge.
Il Quirinale. Nel corso dell’ultimo anno il Presidente della Repubblica, ha spiegato una fonte del Quirinale, ha rivolto al Parlamento più volte appelli per rendere omogenee le normative elettorali per la Camera e per il Senato e per disporre di regole scelte dal Parlamento e non risultato di ciò che rimane dopo i tagli operati da sentenze della Corte Costituzionale. Nel mese di luglio aveva manifestato rammarico per il venir meno della prospettiva di approvazione di una legge elettorale largamente condivisa. Di conseguenza, pur non esprimendo, ovviamente, valutazioni nel merito del testo in esame in Parlamento o di scelte diverse in materia e neppure sull’ipotesi di voto di fiducia che attiene al rapporto Parlamento-Governo, continua a considerare positivo l’impegno in Parlamento per giungere a una nuova legge elettorale, auspicando che questo avvenga con ampio consenso.

10 Ottobre 2017
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