kurdistan
2:06 pm, 25 Settembre 17 calendario

Il voto indipendentista scatena tensioni con Erdogan

Di: Redazione Metronews
condividi

Il voto nel Kurdistan iracheno mette tensione nell’area: dalle 8 ora di Erbil i curdi si pronunciano infatti sulla loro indipendenza: l’obiettivo è ottenere uno Stato per il quale lottano da quasi un secolo. Secondo l’agenzia curda Rudaw, ci sono lunghe file di elettori che attendono ai seggi di esprimere il loro voto. Il voto continuerà per tutto il giorno e i seggi si chiuderanno alle 18 ora locale. Già arrivati i primi risultati dei curdi che vivono all’estero, i quali si sono pronunciati per il 98% a favore dell’indipendenza. I risultati, secondo la commissione elettorale che sovrintende il processo, arriveranno 24 ore dopo la chiusura dei seggi. 
Tensioni. Ma il referendum è marcato da una forte tensione tra Baghdad ed Erbil, la capitale della regione autonoma del Kurdistan iracheno.   Non solo.  Il presidente turco Recep Tayyip Erdogan è tornato a parlare del referendum per l’indipendenza del Kurdistan minacciando nuovamente ritorsioni nei confronti del governo di Erbil. Rispetto allo schieramento di uomini e mezzi che l’esercito ha realizzato al confine con il Krg negli ultimi 8 giorni e approvato dal parlamento turco, il presidente ha dichiarato che “la Turchia non andrà in guerra”, ma si tratta di “contromisure”, e ha garantito che in caso di minaccia “tutte le opzioni sono sul tavolo”. “Una decisione di una persona sta portando alla disgregazione di un Paese, ecco perché questo referendum è inaccettabile per noi. Si apre la strada a nuove crisi, tensioni e scontri”, ha avvertito Erdogan. Il quale ha minacciato anche di bloccare le esportazioni di petrolio del Kurdistan iracheno, come rappresaglia. “Annunceremo le nostre contromisure, ma le entrate e le uscite dalla Turchia verso il nord dell’Iraq saranno chiuse, sono curioso di vedere come venderanno il petrolio ora, visto che le valvole sono nelle nostre mani”. La minaccia di Erdogan, tutt’altro che velata, colpisce un’area che vede il 95% dell’economia ruotare attorno al petrolio, considerando che le riserve della regione sono stimate in 45 miliardi di barili il cui sfruttamento è legato a doppio filo all’oleodotto che giunge a Ceyhun in Turchia e al valico di Habur, dove transitano 1700 tir al giorno. 

25 Settembre 2017
© RIPRODUZIONE RISERVATA