Scuola
8:00 am, 23 Maggio 17 calendario

Presidi: «Pochi soldi e troppa burocrazia»

Di: Redazione Metronews
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ROMA Quarto giorno di sit in di protesta dei dirigenti scolastici ieri davanti alla sede del Miur a Roma, anche se lo sciopero della fame per ora è stato scongiurato. Tante le ragioni dello scontento:   rinnovo del contratto dei dirigenti scolastici e superamento della iniqua sperequazione retributiva esistente tra dirigenti scolastici e dirigenti delle pubbliche amministrazioni;  avvio immediato delle procedure concorsuali per il reclutamento dei Dirigenti Scolastici;  revisione delle norme in tema di sicurezza nelle scuole, partendo dal presupposto che non possono essere attribuite al dirigente scolastico le responsabilità connesse al ruolo di datore di lavoro in assenza di reali poteri decisionali e di intervento.
L’incontro col ministro
E ieri il ministro della Scuola Valeria Fedeli ha incontrato una rappresentanza dei presidi. «Il ministro si è detto d’accordo con le nostre rimostranze  – ha spiegato a Metro Attilio Fratta,   segretario della Dirigentiscuola – e per questo abbiamo deciso di sospendere lo sciopero della fame, anche se restiamo in stato di agitazione. Ci ha assicurato che porterà avanti la nostra battaglia».
Contratto nazionale
«Innnazitutto – continua Fratta – chiediamo l’apertura del tavolo per il rinnovo del contratto; e poi vogliamo l’ equiparazione agli altri dirigenti della P.A. LA differenza di retribuzione con gli altri dirigenti della stessa fascia non è più avvettabile, soprattutto alla luce delle nuove responsabilità che ci sono piovute addosso.  Come quella sulla sicurezza degli edifici scolastici. Ne siamo responsabili, pur non avendo nessun potere operativo, nè fondi da poter usare direttamente per metetre in sicurezza le scuole. Se il comune non mi carica gli estintori, ne sono comunque io responsabile. Cosa facciamo: chiudiamo le scuole?».
Sindacati divisi
Sugli stessi temi, alcune sigle sindacali hanno proclamato lo sciopero per il 25 maggio. Per Attilio Fratta, la cui sigla non ha aderito allo sciopero, è una dimostrazione della debolezza della rappresentanza sindacale.
VALERIA BOBBI

23 Maggio 2017
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