kamikaze al concerto
9:17 pm, 23 Maggio 17 calendario

May: «I terroristi non vinceranno»

Di: Redazione Metronews
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REGNO UNITO «I terroristi non vinceranno mai. I nostri valori prevarranno». Così la premier britannica, Theresa May, che ha sospeso la campagna elettorale per il voto dell’8 giugno dopo la strage di lunedì notte: è di 22 morti e 120 feriti il bilancio provvisorio dell’attentato messo a segno alla Manchester Arena al termine dell’affollatissimo concerto della pop star americana Ariana Grande, 23enne idolo dei giovanissimi che ha twittato: «Distrutta. Mi dispiace tanto. Non ho parole» e poi ha fermato il tour mondiale. Secondo le prime ricostruzioni, alla fine del concerto una forte esplosione ha fatto tremare l’area del foyer dell’Arena, mentre i giovani stavano cominciando ad uscire e sullo stadio si stava riversando una pioggia di palloncini rosa. La polizia ritiene che l’attentato sia stata compiuto da una sola persona, morta nell’esplosione e che ha fatto scoppiare un ordigno rudimentale potenziato con chiodi e bulloni. Si tratterebbe di un 22enne, Salman Abedi, già noto alle autorità britanniche. Le forze di sicurezza hanno fermato anche altre tre persone che potrebbero essere legate all’attacco.
Dodici bambini gravi in ospedale
Circa sessanta persone, tra cui molti minorenni, sono ricoverate negli ospedali della città alcune in condizioni gravi. Altrettante sono state invece medicate lunedì notte per strada subito dopo l’esplosione. Dodici bambini sono in ospedale con ferite gravi. Tre per il momento le vittime identificate: una bambina di 8 anni, Saffie Roussos, che era al concerto con la madre Lisa e una sorella, entrambe ferite. Le altre due vittime identificate sono Georgina Callender di 18 anni e John Atkinson, di 26 anni. Secondo quanto riferito dal Telegraph, il presunto kamikaze è nato a Manchester nel 1994 ed è il terzo di quattro figli di una coppia di rifugiati libici scappati in Gran Bretagna durante il regime di Muammar Gheddafi. La madre, Samia Tabbal, 50 anni, e il padre, Ramadan Abedi, agente di sicurezza, sono nati in Libia e, una volta emigrati in Gran Bretagna, hanno vissuto a Londra, prima di trasferirsi nell’area di Fallowfield, a sud di Manchester dove vivevano da almeno 10 anni.
«Ho visto il kamikaze»
Nella stessa zona, dopo un’esplosione controllata in un’abitazione che si riteneva fosse quella in cui viveva, la polizia ha arrestato una persona. Una donna che si trovava alla Manchester Arena per riportare a casa i figli dopo il concerto, è convinta di aver visto il kamikaze, di essersi trovata a 4 metri da lui e di averlo notato a causa dei suoi abiti di colore rosso molto acceso, in mezzo a molti fan di Ariana Grande, che invece erano vestiti di rosa, bianco e nero, come accade di solito. Le autorità italiane, a Roma e a Londra, hanno escluso che tra le vittime ci siano dei nostri connazionali. Unanime la condanna e la solidarietà al popolo britannico da parte dei leader mondiali, da Trump a Putin, da Merkel a Macron e al presidente della Commissione Ue, Juncker.
METRO

23 Maggio 2017
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