Cinema/L'altro volto della speranza
7:30 am, 28 Marzo 17 calendario

«Nell’Europa senza umanità i migranti diventano nemici»

Di: Redazione Metronews
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ROMA Un enorme mucchio di carbone  da cui vengono fuori due occhi, un volto, un corpo. Quello di un giovane rifugiato siriano arrivato a bordo di una nave al porto di Helsinki. La storia di speranza di Aki Kaurismaki comincia da qui. Da “L’altro volto della speranza” (vincitore dell’Orso d’Argento per la Miglior Regia al Festival di Berlino, e dal 6 aprile in sala) che ci racconta una storia di accettazione e di condivisione nei nostri paesi.
Una storia che vede incrociarsi le strade di un rifugiato siriano appena sbarcato a Helsinki, terrorizzato dall’idea di essere rimpatriato e di un commesso viaggiatore finlandese con l’hobby del gioco d’azzardo e la voglia di ricominciare. Una storia che è  una favola piena di speranza.
Cosa pensa il finlandese Kaurismaki di questa Europa che di speranza sembra averne pochissima?  
Penso che l’Europa sta perdendo la sua umanità, il senso dello stare insieme, il senso della nostra democrazia. L’Europa è uno stato della mente e noi avevamo i rifugiati anche sessant’anni fa. Prima li abbiamo accolti, aiutati, integrati e non vedo perché invece adesso dovremmo considerarli dei nemici. Penso che è un crimine ciò che in molte parti d’Europa si sta facendo contro i migranti. 
Cosa vorrebbe che lo spettatore pensasse dopo aver visto il suo film? 
Che i migranti oggi sono loro, domani potremmo essere noi. Mi piacerebbe credere che il cinema possa cambiare le cose ma so che non riesce a cambiarle poi tanto.
Quanto questo film continua il discorso del precedente “Miracolo a Le Havre”? 
Diciamo che voglio considerarlo la seconda parte di una trilogia cominciata da lì, legata ai porti e alle partenze, e che mi piacerebbe tanto concludere con un film più gioioso.
SILVIA DI PAOLA
 

28 Marzo 2017
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