TERREMOTO
7:45 am, 23 Gennaio 17 calendario

È stato come una bomba Parlano i superstiti di Rigopiano

Di: Redazione Metronews
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PESCARA «È stata una bomba, mi sono ritrovato i pilastri addosso. Ero seduto sul divano e i pilastri sono scivolati in avanti tagliandolo in due. Ci siamo salvati per questo», ha raccontato Vincenzo Forti, uno dei superstiti recuperati nell’albergo. «Io – ha proseguito – sono rimasto senza scarpe. Indossavo i leggings che mi aveva prestato la mia fidanzata. In un attimo ci siamo ritrovati in tre in un metro quadrato. Ci siamo abbracciati, nutrendoci di neve». Hanno vissuto più di 48 ore in un ambiente angusto e freddo. Hanno mangiato ghiaccio, anche sporco, perché «era l’unica cosa che potevano mettere in bocca». Poco distante sentivano anche le voci di un altro ragazzo e dei bambini, con i quali non è stato possibile comunicare. «La paura è stata tanta e abbiamo pregato», ha detto. 
Intanto i quattro bambini estratti vivi potrebbero essere dimessi dall’ospedale di Pescara. Anche gli adulti, tranne uno che è stato operato, potrebbero essere dimessi. Tra i superstiti il cuoco Giampiero Parete, tra i primi ad essersi salvati perché si era rifugiato in macchina, ha avuto un destino felice: ha visto riunire sana e salva tutta la famiglia, moglie e due bambini. A tirare fuori da quell’incubo la primogenita Ludovica è stato Emanuele Cherubini, dirigente medico dell’elisoccorso dell’ospedale di Pescara: «È stato davvero toccante. Ricordo che lei mi ha chiesto subito dell’acqua», racconta, «Noi abbiamo recuperato tre bambini. Io ne ho viste di tutti i colori, ma è stato incredibile. Un altro bimbo mi ha fatto un bel sorriso». Gli altri due bambini salvati hanno perso i genitori. 
Il primo dei sopravvissuti, un caldaista, ha raccontato di aver «sentito un soffio e sbattere la porta. Poi ha avuto difficoltà a uscire e ha visto che fuori era stato cancellato tutto».
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23 Gennaio 2017
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