TERREMOTO
8:50 pm, 22 Gennaio 17 calendario

Quella faglia che corre a un passo dalle dighe

Di: Redazione Metronews
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ROMA Una faglia riattivata, da cui ci si può aspettare anche una scossa del settimo grado. In una zona dove c’è il secondo bacino idrico più grande d’Europa. E tre dighe, una delle quali, quella di Campotosto, osservata a vista. Lo scenario preoccupante emerge dalla Commissione grandi rischi, che ha gettato nel panico i Comuni del Vomano. Già il 13 dicembre il consiglio regionale aveva approvato una risoluzione per creare un sistema di allerta per le popolazioni a valle. Questo perché la diga di Campotosto era già sorvegliata. Il presidente della Commissione, Sergio Bertolucci, ha parlato di possibile “effetto Vajont”, semplificando, perché la geomorfologia della zona è differente. Ma il senso era far emergere il rischio. La Protezione civile ricorda che ogni volta che una scossa supera i 4 gradi Richter vengono effettuati controlli sulle dighe secondo un protocollo della Direzione dighe del ministero delle Infrastrutture, dove tra l’altro lunedì sarà convocata una riunione con tutti gli enti preposti ai controlli.
Avviato lo svuotamento del bacino
Sul posto ci sono i tecnici dell’Enel e «per ora – dicono a Metro – non si rilevano criticità. Abbiamo sorvolato con un elicottero e il volume dell’acqua è di circa il 40%, quindi basso». Nonostante ciò, è stato comunque deciso di adottare misure cautelari: «Stiamo progressivamente riducendo il bacino». La diga di Campotosto, ricorda l’Enel, è “sorvegliata speciale” dal 2009: «Dopo il sisma dell’Aquila sono stati effettuati studi per determinare l’ubicazione della faglia, e hanno escluso che interessi le fondazioni della diga. E sono state effettuate verifiche sulla resistenza al sisma delle dighe, eseguite con il supporto di esperti di altissima specializzazione. I risultati hanno evidenziato la sicurezza delle dighe anche in queste condizioni».
STEFANIA DIVERTITO

22 Gennaio 2017
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