DELITTO POGGI
7:06 am, 19 Dicembre 16 calendario

Quel giallo che resta giallo

Di: Redazione Metronews
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PAvia Possibile clamorosa svolta a 9 anni dall’omicidio di Chiara Poggi. Secondo quanto dichiarato dalla mamma di Alberto Stasi, condannato in via definitiva a 16 anni per l’uccisione della fidanzata allora 26enne,  dopo due assoluzioni, il profilo di dna trovato sotto le unghie della povera Chiara non apparterrebbe al figlio, ma a una persona di sesso maschile, un giovane del pavese, forse tra le conoscenze della vittima. Lo direbbero gli esiti della consulenza della difesa,  che ha incaricato una società di investigazioni di riesaminare gli atti dell’inchiesta. La mamma di Stasi chiede che il figlio «esca subito dal carcere».  Per questo  la  difesa di Alberto  ha presentato istanza alla Procura Generale di Milano, il primo passo in vista della revisione del processo.  I legali  sono quindi in attesa di una risposta da parte della Procura Generale.
La reazione dei Poggi
«C’è una sentenza definitiva e per noi quella vale. Se la difesa di Stasi ha un nome, lo faccia pubblicamente, senza nascondersi dietro un dito»: queste le parole di Rita Preda, la mamma di Chiara Poggi, secondo quanto riferito  dall’avvocato di parte civile Gian Luigi Tizzoni.
 In ogni caso, la perizia della difesa  dovrà ora ricevere conferma dalle indagini di polizia giudiziaria.  Le nuove indagini difensive sono partite dall’esito dalla perizia del tribunale relativa al dna trovato in piccoli frammenti sotto le unghie di Chiara che in un primo momento gli investigatori non erano riusciti ad analizzare nella sua completezza. È stata suc cessivamente la Corte d’Appello di Milano nel processo-bis a disporre una nuova perizia, eseguita dal professore Francesco De Stefano, e a identificare dna maschile in quelle tracce. Forse addirittura appartenenti a due persone.
METRO
 

19 Dicembre 2016
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