Trump
9:28 pm, 14 Novembre 16 calendario

Piovono polemiche sullo staff di Trump

Di: Redazione Metronews
condividi

USA Un dollaro all’anno sarà lo stipendio che Donald Trump riceverà come presidente degli Stati Uniti. Al resto rinuncia. Ma non rinuncia alle sue idee, e per quanto abbia leggermente ammorbidito le sue prime dichiarazioni sull’espulsione di tre milioni di clandestini e sulla costruzione del muro col Messico, le prime nomine nel suo staff presidenziale hanno sollevato nuove polemiche. Non tanto quella di Reince Priebus a capo di Gabinetto, un esponente di punta del partito repubblicano. Quanto quella di Steve Bannon a responsabile della linea politica. Bannon sarebbe legato a una coalizione di siti web di nazionalisti e suprematisti bianchi (“alt-right”), e per questo tutte le minoranze – dai neri agli islamici fino agli ebrei – sono insorte. Intanto nella sua prima intervista da presidente eletto Trump ha indicato alcune sue priorità. I giudici della Corte Suprema saranno pro-vita, e difenderanno il diritto a possedere armi, previsto dal secondo emendamento della Costituzione. Saranno espulsi i clandestini con precedenti penali. Salverà un paio di punti della riforma sanitaria di Obama che però verrà abolita, ma ne farà una sua. Ha poi lanciato un appello contro il razzismo. 
Hillary Clinton intanto va verso la conferma di aver ottenuto due milioni di voti più del rivale: sono stati circa centomila voti in tre Stati chiave a farla perdere.
I muri anti-immigrati
Un tempo i muri dovevano difendere dalle invasioni, oggi prolificano per sbarrare il passo ai migranti. Il muro di Trump è il completamento di quello già esistente lungo un terzo del confine fra Stati Uniti e Messico dal 1991, ufficializzato nel 1994. 
In Europa le barriere sono cresciute negli ultimi mesi. Londra si è detta pronta a finanziare la costruzione di un muro lungo l’autostrada di Calais. Nei Balcani sono sorti o sono stati annunciati diversi muri, primo fra tutti quello ungherese verso la Serbia, ma ce n’è anche uno fra Macedonia e Grecia. Nel mondo esistono sbarramenti antimigranti a Ceuta e Melilla, territori spagnoli in Marocco, e poi tra Botswana e Zimbabwe e tra Arabia e Yemen.
METRO

14 Novembre 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il giornale
Più letto del mondo