INVESTIMENTI
7:45 pm, 22 Settembre 16 calendario

Tra costruttori e Comune un patto per tornare a investire

Di: Redazione Metronews
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ECONOMIA Una città con prospettive nuove, passata dal 50° al 18° posto nella classifica di Pricewaterhouse negli ultimi anni, ma che ha bisogno di un patto tra costruttori e amministrazioni per non perdere il vantaggio competitivo derivato da Expo e dalla nuova visione che Milano offre di sé.
È il sunto del pensiero espresso giovedì da Marco Dettori, presidente di Assimpredil Ance. «Il nostro territorio – ha detto – non è mai stato così attrattivo. Ci sono le condizioni per crescere e per farlo in modo diverso dal passato». Per questo ha proposto alle istituzioni un patto il sette punti, tra i quali l’accelerazione dei nuovi cantieri, digitalizzazione della burocrazia, chiarezza delle regole, il costruire sul già costruito e, soprattutto, una visione di lungo periodo.
Invito fatto proprio dal sindaco Sala, che ha proposto ai costruttori a stilare insieme entro Natale la lista delle priorità, per poi definire i piani dei prossimi 5 anni.  «È sempre più chiaro che Milano è l’unica opportunità che ha il nostro Paese per tornare ad essere competitivo. Dobbiamo dimostrare di saper fare le cose meglio e più veloce degli altri», ha risposto l’assessore all’Urbanistica Pierfrancesco Maran.
Ma in mezzo a tanti sorrisi, si è alzato anche un grido di rabbia: quello del presidente Ance, Claudio De Albertis: «Le regole nel nostro mondo sono saltate», ha detto. «Le imprese che lavorano al di fuori delle regole hanno contratti assurdi». De Albertis è arrivato a minacciare le dimissioni: «O noi facciamo qualcosa, o saremo totalmente emarginati in brevissimo tempo. Non accetto una concorrenza sleale». Infine, ha chiesto un “contratto di cantiere”  in base al quale «tutti i lavoratori che entrano in cantiere sono monitorati dalla cassa edile, la quale, se va bene, controlla il 30-40% della manodopera. Almeno dal punto di vista della manodopera e della formazione credo che questo vada esteso a tutti». Infine, De Albertis ha aggiunto che un’azienda “sana” come la sua oggi non può competere con le altre nei progetti messi in campo per Milano. ANDREA SPARACIARI

22 Settembre 2016
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