Calcio
10:34 am, 19 Settembre 16 calendario

Mourinho in crisi Lo Special One non c’è più

Di: Redazione Metronews
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CALCIO Where is the “Special one”? Forse è troppo presto per dire che Josè Mourinho ha perso il suo tocco magico ma a Manchester, sponda United, i tifosi dei Red Devils qualche sospettuccio cominciano ad avercelo: siamo alla terza sconfitta di fila (voce che nel curriculum del tecnico portoghese mancava da 14 anni), patita peraltro a Vicarage Road per 3-1 contro il Watford di Walter Mazzarri, non esattamente il Barcellona. Uno scivolone che segue la sconfitta in Europa League contro gli olandesi del Feyenoord ma, soprattutto, quella con il Manchester City che si specchia nel bel calcio proposto dall’odiato Pep Guardiola.
È come se fosse cambiato qualcosa, nella testa di Josè. In Italia prima della partita eravamo abituati a vederlo andare sotto al curva dei tifosi avversari, quasi a volerli sfidare per nutrirsi dei loro insulti, della loro rabbia. Ieri una immagine di Sky lo ha ritratto su una sedia a sfogliare un giornale con gli occhiali da presbite calati sul naso, prima di farsi demolire da  Britos, Behrami, Zuniga e Pereira. E nel frattempo i social si scatenano, ironizzando sul fatto che i risultati, per ora, sono quelli -scarni- di Van Gaal (in particolare c’è una foto che gira sul web tra i tifosi dello United in cui il tecnico portoghese si toglie la maschera lasciando intravedere, sotto, le fattezze dell’allenatore che lo ha preceduto, cacciato ma quindi tuttora presente). Ma a parte le battute, sono i numeri a togliere i dubbi: Mourinho ha vinto solo sette delle ultime 21 partite in Premier.
Chi lo difende dice che c’è tempo per migliorare e la squadra deve ancora amalgamarsi. Una difesa d’ufficio che non tiene conto di un particolare abbastanza evidente specialmente ai tifosi del Chelsea, ultima squadra allenata da Mourinho prima dell’arrivo sulla panchina che fu di sir Alex Ferguson. Quanto avrebbero fatto comodo al Chelsea Lukaku  (oggi secondo in classifica con l’Everton, con uno score di quattro gol ed un assist) e De Bruyne (divenuto meccanismo micidiale nel City di Guardiola) che proprio Mourinho considerò inservibili e da rottamare? E perché schierare Rooney centrocampista?
Sono questi, oltre che i risultati deludenti, gli indizi che portano a pensare che Mourinho viva una fase di appannamento. Che abbia perso il tocco magico, appunto.
Come sono lontani i tempi del triplete con l’Inter. Ora il Manchester City è a + 6 punti. E tutto questo dopo aver speso 185 milioni di euro in acquisti che al momento brillano per la loro inadeguatezza.
L’uomo è orgoglioso e tenterà di rifarsi. Certo. Ma per il momento a Manchester c’è già mezza città che si chiede se sia stato un bene prendere un tecnico nella fase calante della sua carriera. L’altra metà della città, invece, se la ride. 
METRO

19 Settembre 2016
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