MENSE SCOLASTICHE
10:39 pm, 13 Settembre 16 calendario

A scuola il pasto da casa Per i giudici è un diritto

Di: Redazione Metronews
condividi

TORINO La “guerra” del panino segna un altro punto a favore dei genitori che invocano il diritto per i loro figli a portarsi il pasto da casa.
Ieri infatti i giudici del tribunale di Torino hanno rigettato il reclamo del Miur contro la decisione di un giudice che in appello aveva riconosciuto il diritto di consumare a scuola il pasto portato da casa. Una sentenza sostenuta da 58 famiglie che contestavano il “caro-mensa” nelle scuole,  alla quale è seguita una delibera, contestata proprio dal ministero dell’Istruzione.
La parola finale spetterà alla Cassazione, ma nel frattempo i giudici torinesi hanno stabilito che portare il pasto da casa in alternativa alla mensa scolastica è un diritto di tutti e che il reclamo del Miur è infondato in quanto, trattandosi di scuole primarie, la responsabilità di ciò che mangiano i bambini ricade sotto la diretta responsabilità dei genitori. In più, poichè il diritto all’istruzione  gratuita è garantito dalla Costituzione, non può essere subordinato «all’adesione di servizi a pagamento» come la mensa nel caso in cui gli alunni aderiscano all’orario scolastico a tempo pieno.
«Condividiamo la sentenza che ha sancito il diritto di scelta nel mangiare a scuola per tutti. Sicuramente un’importante conquista per le famiglie italiane che potranno effettivamente godere della libertà di scelta del pasto consumato dal proprio figlio»,  ha commentato Antonio Affinita, direttore generale del Moige,  Movimento Italiano Genitori. Ma per Angela Nava, presidente del Coordinamento Genitori Democratici, «sarebbe stato più opportuno battersi per ridurre i costi della mensa e controllare la qualità del cibo. Così si dà invece la sensazione di una scuola “fai da te”, in cui ognuno può entrare, uscire, portare panini, patatine o quello che preferisce».
Il presidente della Regione Sergio Chiamparino e l’assessore regionale alla Scuola Gianna Pentenero si sono detti «preoccupati» per la decisione del tribunale, che minerebbe l’universalità del servizio mensa, e la sua funzione educativa sul fronte delle buone abitudini alimentari. «Siamo fermamente convinti che il tema dei costi troppo elevati della ristorazione scolastica non possa essere affrontato smontando una conquista raggiunta negli anni», hanno scritto in una nota, invocando un intervento legislativo che metta ordine una volta per tutte su questo tema.
METRO

13 Settembre 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA