Nuovi sbarchi
11:52 am, 31 Agosto 16 calendario

Migranti, nuovi sbarchi e le ammissioni della Merkel

Di: Redazione Metronews
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ROMA Lampedusa, Cagliari, Taranto, Crotone. Non si ferma l’afflusso dei profughi sulle coste italiane. E’ approdata poco dopo le due della notte scorsa al porto di Lampedusa la nave “Asso 25” con a bordo 1.177 migranti. Le operazione di sbarco sono proseguite per tutta la notte. L’Asp di Palermo, presente a Lampedusa con il suo direttore Antonio Candela, ha inviato sull’isola altri quattro medici d’urgenza per dare un aiuto al direttore sanitario Pietro Bartolo. Complessivamente c’erano sul molo dieci medici.
Tra i profughi sbarcati c’erano numerose donne e molti bambini. La nave era diretta a Palermo ma in serata è stato deciso di cambiare destinazione, a causa di una rissa scoppiata a bordo della nave. E per oggi è attesa al porto di Palermo un’altra nave, con a bordo altre mille persone circa. 
L’hot spot di Lampedusa è al collasso. Il centro d’accoglienza, che può accogliere solo poche centinaia di persone, è in grosse difficoltà. Entro oggi oltre 160 migranti dovrebbero lasciare la struttura di contrada Imbriacola in aliscafo per raggiungere Porto Empedocle e da lì raggiungere altri centri di accoglienza. Ma i disagi per le oltre mille persone rimangono.
E’ appena attraccata al molo “rinfuse” del porto industriale di Cagliari la nave della marina militare irlandese “James Joyce” che comincerà a sbarcare 617 migranti africani soccorsi nei giorni scorsi al largo delle coste libiche. Secondo le prime informazioni arrivate alla capitaneria di porto, a bordo ci sono 454 uomini, 138 donne e 25 bambini, che la prefettura è faticosamente riuscita ad assegnare nelle strutture di accoglienza della Sardegna.
C’è anche una ventina di siriani fra i 617 migranti arrivati. Gli altri provengono da numerosi Paesi dell’Africa: Nigeria, Niger, Guinea, Gambia, Sudan, Ghana, Libia, Costa d’Avorio, Senegal, Darfur, Somalia ed Eritrea.   
Anche se la macchina per la prima assistenza è, come al solito, pronta sulla banchina, il presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru ha espresso preoccupazione per il nuovo trasferimento di migranti nell’isola, dove con i 617 si supererà di 500 unità la quota di riparto delle presenze assegnata alla Sardegna, che, peraltro, non tiene conto delle centinaia di algerini sbarcati autonomamente negli ultimi mesi sulle coste del Sulcis.
Al 2 agosto scorso risultavano arrivati in Sardegna quasi 12.200 migranti negli ultimi due anni e quasi 4.300 presenze nei centri di accoglienza, nel rispetto della quota assegnata all’isola del 2,96%, superata di 500 unità con il nuovo trasferimento di oggi disposto dal Viminale. Intanto, ha superato il migliaio il numero di migranti, fra i quali una novantina di minorenni e meno di una decina di donne, provenienti dall’Algeria che sono sbarcati direttamente sulle coste del Sulcis. Il flusso dal 2014, quando erano sbarcati nel Sulcis 159 uomini, è aumentato in modo costante. Lo scorso anno si sono registrati 291 arrivi mentre quest’anno, con gli sbarchi degli ultimi due giorni, si stanno avvicinando a quota 600.
La nave Fiorillo della Marina militare ha soccorso e trasportato al porto di Crotone 190 migranti di varie nazionalità: siriana, sudanese, egiziana, nigeriana. Del gruppo fanno parte 177 uomini, 9 donne e 4 minori accompagnati. Dopo un primo screening sanitario sulle banchine, dove sono stati accolti da personale di Croce rossa e Misericordia, i migranti sono stati accompagnati presso il Cara di Sant’Anna di Isola Capo Rizzuto dove per due donne e cinque uomini è stato necessario il ricovero presso l’infermeria per essere sottoposti a cure.
Sono circa 13 mila i migranti sbarcati sul suolo italiano negli ultimi quattro giorni. Soltanto ieri gli arrivi sono stati tremila. 
E la cancelliera tedesca Angela Merkel ammette. La Germania ha reagito troppo tardi alla crescita evidente della crisi dei migranti. Lo ha detto in un’intervista rilasciata al quotidiano Sueddeutsche Zeitung. “Noi tedeschi, abbiano ignorato il problema per troppo tempo. Nel 2004 e nel 2005, c’erano già molti arrivi di rifugiati, ma abbiamo lasciato che affrontassero il problema la Spagna e gli altri paesi alle frontiere esterne”, ha detto la Merkel che oggi vedrà a Maranello in premier italiano Matteo Renzi.
“In seguito all’elevato numero di profughi accolti durante le guerre jugoslave, la Germania è molto felice che fossero altri a gestire il problema”, ha aggiunto ad un anno dalla famosa frase sulla crisi dei rifugiati “ce la possiamo fare”. Tuttavia “la Germania rimane la Germania, con tutto ciò che ci è caro”, ha concluso la cancelliera.
METRO

31 Agosto 2016
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