SIRIA
2:35 pm, 18 Agosto 16 calendario

Siria, crisi di Aleppo Onu sospende aiuti umanitari

Di: Redazione Metronews
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SIRIA Anche le Nazioni Unite sembrano aver perso le speranze per la situazione della Siria, Propriol’altro giorno ilsegretario generale Ban Ki Moon aveva parlato del rischio di una crisi umanitaria senza precedenti per la città di aleppo. Adesso l’inviato speciale dell’Onu per la Siria, Staffan de Mistura, ha sospeso l’attività della task force umanitaria come forma di protesta per la mancanza di una tregua nel Paese. Lo ha annunciato lo stesso de Mistura, sottolineando che nessun convoglio umanitario è riuscito a entrare in Siria nell’ultimo mese a causa dei combattimenti.
L’inviato dell’Onu, per manifestare la propria frustrazione di fronte alla mancata tregua, ha deciso di sospendere, otto minuti dopo il suo inizio, la riunione settimanale del gruppo di lavoro che si occupa dell’accesso umanitario in Siria, di cui fanno parte una ventina di Paesi. “Ho sospeso la riunione per manifestare il nostro profondo scontento per il fatto che a causa della mancanza di una tregua, gli aiuti umanitari in Siria non stanno arrivando”, ha detto. “In un mese – ha sottolineato de Mistura – neanche un solo convoglio ha raggiunto le zone assediate. Perché? A causa dei combattimenti”. De Mistura ha ricordato che a Madaya e Zabadani, città strette nella morsa delle forze governative, così come a Foua e Kafraya, sotto il fuoco dei ribelli, non arrivano aiuti umanitari dal 30 aprile, cioè da 110 giorni. Da qui, la decisione di sospendere la riunione della task force dopo soli 8 minuti: per de Mistura “non c”è ragione di avere una riunione a meno che non ci siano dei movimenti sul piano umanitario in Siria”. Si tratta innanzitutto di un “simbolo” e un “segno di rispetto”, in vista della Giornata mondiale dell’aiuto umanitario che si celebra venerdì, ha aggiunto, precisando che la riunione della prossima settimana resta fissata.
L’inviato speciale dell’Onu ha quindi rilanciato l’appello per una tregua di 48 ore ad Aleppo, al centro dei combattimenti tra forze governative e ribelli che la settimana scorsa sono riusciti a rompere l’accerchiamento sui quartieri orientali, ma ora subiscono intensi bombardamenti. A questo proposito, si dovrebbe tenere una riunione del gruppo di lavoro sulla cessazione delle ostilità. Sono 18 le zone individuate dall’Onu come località assediate, in maggioranza dalle forze leali a Damasco, dove vivono 600mila persone. L’unica area dove continuano ad arrivare aiuti, distribuiti con aerei dall’agenzia alimentare dell’Onu (Wfp), è Deir Ezzor, nell’est del Paese, circondata dalle forze dell’Isis.
Intanto, sul terreno, il conflitto non conosce tregua. L’aviazione del regime di Damasco ha colpito per la prima volta il distretto curdo di Hasakah: si tratta del primo bombardamento dell’aviazione siriana su un settore controllato dalle forze curde dall’inizio del conflitto. L’area, nel nord est del paese, da giorni teatro di violenti scontri tra le forze pro-regime e la polizia locale curda, è controllata per due terzi dalle forze curde e per un terzo dalle forze fedeli a Damasco. 
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18 Agosto 2016
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