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11:40 am, 12 Agosto 16 calendario

Sentenza dell’Istat L’economia è ferma

Di: Redazione Metronews
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ECONOMIA Segnali negativi erano apparsi già nei giorni scorsi: la gelata delle esportazioni (a giugno, calo dello 0,5% sul 2015), la conferma della deflazione, la caduta della produzione industriale. Ma adesso arriva un’altra brutta conferma per l’economia italiana. La quale, secondo l’Istat, è ferma. Nel secondo trimestre del 2016, infatti, il Pil, corretto per gli effetti di calendario e destagionalizzato, è rimasto invariato rispetto al trimestre precedente ed è aumentato dello 0,7% nei confronti del secondo trimestre del 2015 (il governo invece si aspettava un +1,2%).
Il secondo trimestre del 2016 ha avuto una giornata lavorativa in più del trimestre precedente e una giornata lavorativa in più rispetto al secondo trimestre del 2015. La variazione congiunturale è la sintesi di un aumento del valore aggiunto nei comparti dell’agricoltura e dei servizi e di una diminuzione in quello dell’industria. Nello stesso periodo il Pil è aumentato in termini congiunturali dello 0,6% nel Regno Unito e dello 0,3% negli Stati Uniti, mentre ha segnato una variazione nulla in Francia. In termini tendenziali, si è registrato un aumento del 2,2% nel Regno Unito, dell’1,4% in Francia e dell’1,2% negli Stati Uniti. Nel complesso, secondo la stima diffusa il 29 luglio scorso, il Pil dei paesi dell’area Euro e’ aumentato dello 0,3% rispetto al trimestre precedente e dell’1,6% nel confronto con lo stesso trimestre del 2015.
“In un panorama economico internazionale che si è fatto più complicato, l’Italia conferma le sue difficoltà di lungo periodo”, è il commento di Andrea Goldstein, Managing Director Nomisma. “Crescita congiunturale zero, come in Francia ma molto al di sotto che in Germania (0,4% secondo la stima Destatis pubblicata oggi), la situazione dell’economia nazionale non può che destare preoccupazione”, continua, “soprattutto perché cala il valore aggiunto dell’industria, mentre dal lato della domanda il contributo della componente nazionale è lievemente negativo. Per l’ennesima volta, a tenere è solo la componente estera netta, favorita dal prezzo ancora debole dell’energia. Con una variazione acquisita per il 2016 pari a un modesto +0,6%, lo spazio per una manovra espansiva ad autunno si riduce ulteriormente”. Conclusione, “non c’è alternativa a una politica economica nel segno delle misure strutturali e del recupero della competitività erosa da troppi anni di timidezza”.
E il debito cresce
Infine, Bankitalia rende noto che il debito delle amministrazioni pubbliche a giugno si è attestato a 2.248,8 miliardi, in aumento di 7 miliardi rispetto al mese precedente. Si tratta di un nuovo record dopo quello segnato a maggio (2.241,8 miliardi).
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12 Agosto 2016
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