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3:15 pm, 9 Agosto 16 calendario

Milano, tende per migranti I numeri dell’esodo

Di: Redazione Metronews
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MILANO L’ondata migratoria su Milano, “gonfiata” dal blocco di Ventimiglia, rischia di mettere in crisi l’accoglienza. E per uscirne si sta verificando l’uso di tende. Lo ha detto (scatenando aspre discussioni politiche) il sindaco di Milano Giuseppe Sala, a margine di un evento sulle start-up, dopo l’arrivo nei giorni scorsi di altri 200 migranti che si sono aggiunti ai 3 mila già presenti in città. “Piu’ che nuovi arrivi – spiega il primo cittadino – bisogna capire questo reflusso da Ventimiglia e da Como se li porterà su Milano. Con il prefetto si sta monitorando la situazione, non è esclusa la possibilità che si usino tende. Lo sta verificando Marangoni”. Il problema è che la situazione migranti potrebbe precipitare: “Non è escluso che si usino tende – ammette Sala – perché di spazi in tempi molto rapidi, non ce ne sono”. In quale zona potrebbe essere allestito un campo con le tende ancora non si sa, anche su questo sta lavorando il prefetto e “farà la proposta nei prossimi giorni”. Per Sala ci sarebbe anche un’altra possibilità per l’accoglienza e di questo ha parlato con il ministro della Difesa. “Ho insistito con il ministro Pinotti per lavorare sulle ex caserme – conclude – , perché sono spazi che oggi sono completamente inutilizzati e possono garantire elementi di sicurezza”. Un altro spazio deputato all’accoglienza è il Campo Base Expo, che durante l’Esposizione ospitava gli operai del sito, ma ad agosto il suo riallestimento è stato bloccato perché la società che lo gestisce “ha chiesto tempo”, ha spiegato Sala.
A proposito di migranti (“Governo Renzi allo sbando. Sono clandestini e vanno rimandati a casa”, ha twittato il presidente della Lombardia, Maroni), sono stati diffusi numeri drammatici. Secondo l’ultimo aggiornamento fornito dal Viminale, sono 100.244 quelli sbarcati sulle coste italiane dal primo gennaio 2016, solo lo 0,06% in più rispetto allo stesso periodo del 2015 (quando gli sbarcati erano stati 100.179). Tra il primo gennaio e l’8 agosto del 2014 a sbarcare erano stati in 96.170. Al momento i migranti presenti sul territorio nazionale sono 143.761 (a fronte dei 103.792 dello scorso anno): in dettaglio, 109.228 migranti sono nelle strutture temporanee, 13.357 nei centri di prima accoglienza, 805 negli hot spot; 13.357 quelli ospiti del circuito Sprar (Sistema di protezione per richiedenti asilo e rifugiati).  La regione che ospita il maggior numero di migranti resta la Lombardia (con il 13% del totale), davanti a Sicilia (10%), Campania (8%), Veneto (8%), Lazio (8%), Piemonte (7%), Puglia (7%), Toscana (7%), Emilia Romagna (7%), Calabria (4%) e Liguria (4%). I Paesi di provenienza dichiarati al momento dello sbarco (sempre con riferimento a quest’anno) sono, nell’ordine, Nigeria (20%), Eritrea (13%), Gambia (7%), Costa d’Avorio (7%), Sudan (7%), Guinea (7%), Senegal (5%), Somalia (5%), Mali (5%) e Bangladesh (35). Tra il primo gennaio di quest’anno e ieri, i minori stranieri non accompagnati sbarcati sono gia’ 11.797, a fronte dei 12.360 arrivati nel 2015.
Amara la conta dei morti. A fornirla è l’Organizzazione Internazionale per le migrazioni (OIM): sono 3.176 i migranti morti e dispersi nel mar Mediterraneo nel 2016, di cui 2.742 durante il viaggio per tentare di raggiungere le coste dell’Italia. Sono 275.108 in tutto le persone arrivate in Europa quest’anno: 263.636 via mare, 11.472 via terra. Sono 51 i migranti morti nella traversata verso la Spagna, 383 verso la Grecia. Il numero di arrivi in Italia è calato del 5% nel periodo 31 luglio-7 agosto (5.795 persone) rispetto alla settimana precedente 24 luglio-30 luglio (6.098), mentre per gli stessi periodi è aumentato del 14% in Grecia e del 19% in Bulgaria. In media, il cambiamento percentuale è del 2%.
METRO

9 Agosto 2016
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