Papa Francesco
4:56 pm, 27 Luglio 16 calendario

Papa Francesco: Il mondo è in guerra ma non di religione

Di: Redazione Metronews
condividi

 POLONIA Papa Francesco è arrivato a Cracovia per la sua seconda Giornata Mondiale della Gioventù, dove lo attendono milioni di ragazzi da tutto il mondo. Occasione per ribadire che nonostante tutto la speranza viene dai giovani. Ma il primo pensiero è andato agli eventi tragici e violenti di questi giorni, cominciando dal sacerdote sgozzato in Normandia. “Quando parlo di guerra parlo di guerra sul serio, non di guerre di religione. Non c’è guerra di religione. C’è guerra di interessi, per i soldi, per le risorse naturali, per il dominio dei popoli. Tutte le religioni vogliono la pace, la guerra la vogliono gli altri, capito?”. Sono le parole di Bergoglio nel suo incontro con i giornalisti sull’aereo. “Questo santo sacerdote – ha sottolineato – è morto proprio nel momento in cui offriva la preghiera per la Chiesa, ma quanti, quanti cristiani, quanti di questi innocenti, quanti bambini vengono uccisi. Pensiamo alla Nigeria. Non obiettate ‘ma quella è l’Africa’. È guerra, non abbiamo paura di dire questa verità: il mondo è in guerra perché ha perso la pace”. “Una sola parola per chiarire: si parla tanto di sicurezza – ha tenuto a rilevare – ma la vera parola è guerra. Il mondo è in guerra a pezzi: c’è stata la guerra del 1914 con i suoi metodi, poi la guerra del ’39-’45, l’altra grande guerra nel mondo, e adesso c’è questa. Non è tanto organizzata, forse, ma è guerra”. “La gioventù sempre ci dice di sperare, speriamo che i giovani ci diano speranza”. 
Il Papa prima di partire aveva voluto tenere un incontro in Vaticano con dei giovani rifugiati. 
Intanto a Craovia la sicurezza è ai massimi livelli.  La Giornata Mondiale della Gioventù con oltre 500 mila ragazzi già arrivati a Cracovia e un altro milione e mezzo in arrivo, impegna moltissimo le forze di polizia polacche: 20mila persone sono state oggetto di controlli a campione, 226 persone sono state fermate alle frontiere, dopo un rafforzamento dei controlli (prevalentemente si è trattato di persone senza documento regolare e comunque “nessuno per sospetto terrorismo”). Nella regione di Cracovia sono all’opera 12 mila poliziotti (a fronte di settemila ordinari) e 40 mila uomini e donne collaborano alla sorveglianza (compresi i vigili del fuoco e i soldati). 
METRO
 

27 Luglio 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il giornale
Più letto del mondo