Terrore a Nizza
6:53 pm, 15 Luglio 16 calendario

Il killer depresso che non pregava mai

Di: Redazione Metronews
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NIZZA Bello, ma dallo sguardo spaventoso. Instabile e depresso, violento con le donne, uno che non pregava mai. E’ il ritratto di Mohamed Lahouaiej-Bouhlel, il 31enne, che dopo aver raggiunto il camion frigo in bicicletta lo ha lanciato come una bomba per due chilometri sulla Promenade des Anglasi ammazzando 84 persone e ferendone almeno 200.  Era il figlio di un membro del partito islamista tunisino Ennhada, ed è nato a Msken, pochi chilometri da Sousse, la città della strage sulla spiaggia dell’anno scorso.  Il tunisino era sposato e padre di tre bambini, ma divorziato da poco.  Per questo sembra che fosse depresso e sempre più instabile. Se Era noto alla polizia, ma non per attività terroristica, ma reati minori tra i quali violenza domestica. Picchiava la moglie. Nel suo appartamento a Nice Nord, perquisito per ore, non sono state trovate armi ne’ esplosivo.
Il procuratore Francois Molins ha affermato che l’attentato di Nizza è stato condotto in “perfetto stile jihadista”. Tuttavia l’autore della strage “non era mai stato oggetto della minima segnalazione di radicalizzazione, ne’ a livello nazionale ne’ locale”. Bouhlel, ha aggiunto Molins, era “noto alle autorita’ francesi per minacce, violenze, furto. Il 24 marzo 2016 era stato condannato a per 6 mesi di carcere per violenza commessa a gennaio, con pena sospesa.
E  c’e’ incredulità tra i familiari di Bouhlel. Il fratello dell’uomo ha dichiarato oggi aimicrofoni dell’emittente radiofonica tunisina “Jawhara Fm”che Mohamed “non ha mai pregato in vita sua” e che “ogni mese ci inviava denaro per costruire una casa a Msaken”, villaggio a circa 10 chilometri da Sousse. “Doveva arrivare in questi giorni in Tunisia per una vacanza con il figlio”.
E i vicini di casa  lo descrivono  bello ma spaventoso. L’uomo viveva in un quartiere residenziale nella parte settentrionale di Nizza. Hanan, un vicino, lo ha descritto come un uomo “amato dalle donne” ma “spaventoso. Non aveva un volto spaventoso, ma lo era il suo sguardo. Fissava spesso i bambini”.   Era arrivato a meta’ degli anni Duemila in Francia, amava la cultura fisica e la musica salsa. METRO
 

15 Luglio 2016
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