BICICLETTE RUBATE
10:20 pm, 5 Giugno 16 calendario

Un pool di specialisti per le biciclette rubate

Di: Redazione Metronews
condividi

SICUREZZA Diciotto mila l’anno, 49 al giorno, due all’ora. È la media dei furti di bici a Milano. Solo il 15% viene recuperato. Un’emorragia che per anni non ha avuto freni. Anche perché le denunce  che i proprietari sporgono  (meno del 50%) a Polizia locale, Carabinieri e Polizia, giunte in Procura si fermano, dato che i fondi per indagare sulla singola bici non ci sono. Non solo, ma  se gli agenti denunciano uno che ha appena tagliato una catena di una bici, spesso il giudice, non solo deve proscioglierlo  (perché senza denuncia non si può risalire al proprietario), ma deve anche  ordinare che la bici gli venga restituita…
Da marzo, la Polizia locale ha creato un nucleo speciale  agli ordini del vice commissario Daniele Lo Presti, che, d’intesa con la Procura, intende creare un data base interforze per individuare i ladri professionisti, i luoghi di ricettazione e strutturare un sistema di restituzione delle bici sequestrate. Un punto dove far convergere tutte le informazioni raccolte dalle forze dell’ordine che  oggi non si parlano. Un piano a costo zero mirato a stroncare una piaga che con i furti in casa, alimenta il senso di insicurezza dei cittadini.    
«La sperimentazione è nata nel 2014 in Zona 6», racconta Lo Presti, «perché in piazzale Cantore c’era un grosso giro di bici rubate». Stroncato quello, Lo Presti ha messo a segno oltre una quarantina di sequestri, costruendosi un corposo bagaglio di conoscenze su tecniche e modus operandi dei ladri («che poi sono sempre gli stessi», dice). Il sequestro più ingente,  quello del 2015 al venditore della Darsena, 80 bici.
«La logica è sempre la stessa», continua, «il ladro ruba e vende la bici – di qualsiasi tipo e  valore – a 30 euro al ricettatore, il quale, a sua volta, la rivende a circa 80 euro».  
Il ladro tipo è un professionista, spesso un tossico – ma è stato  anche fermato un bancario che ricettava  su Subito.it –  che colpisce tre o quattro volte al giorno, tagliando una catena in 20 secondi. I luoghi  preferiti sono le vie attorno a Gae Aulenti, Bocconi, corso San Gottardo e davanti alla piscina Cozzi. Per ricettare, la piazza preferita è Caiazzo, dove infatti è facile vedere molte bici legate allo stesso palo. Quello è lo “showroom”.
Ma il Nucleo non vuole fare solo repressione, ma anche prevenzione. In quest’ottica rientra l’accordo  con Decathlon: lo store registra il numero di telaio delle Between comprate con Carta Decathlon, quando la Polizia locale ne sequestra una, ne informa il grande magazzino che fornisce  i dati del proprietario. Presto accadrà la stessa cosa con le bici Weg.  Accordi simili sono stati fatti anche con i negozianti come  Silvestrini e Rossignoli.
Il pool è così noto, che ora sono i produttori di antifurto a chiederne la collaborazione, come è accaduto  con la Cymichip, la quale ha elaborato un metodo che tramite  un QR code e uno smartphone permettrebbe agli agenti di identificare una bici rubata in pochi secondi.  «Oggi sequestriamo 15 bici al mese», conclude Lo Presti, «ma se i proprietari denunciano, i negozianti collaborano e le istituzioni ci appoggiano, possiamo fare molto di più». ANDREA SPARACIARI
 
LA PAGINA FACEBOOK
Per restituire le bici sequestrate, Lo Presti e i suoi uomini hanno aperto il 22 marzo la pagina “Bici rubate e ritrovate – Milano”, che ha già raccolto 3300 like e 20 mila views, con le foto dei mezzi. Qui  si può postare la denuncia della bici sparita, fare domande e ricevere una risposta entro un’ora.

5 Giugno 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA