Cinema
6:18 pm, 5 Giugno 16 calendario

Gere homeless a NY Il futuro del cinema

Di: Redazione Metronews
condividi

CINEMA. Richard Gere, questo sconosciuto: non truccato ma solo vestito da barbone diventa invisibile anche se si aggira nel centro di New York. Vedrete tutto questo in “Gli Invisibili”, dal 15 in sala ma prima presentato da Gere il 9 nella Comunità di Sant’Egidio ad una platea di homeless e poi l’11 giugno, durante la serata inaugurale del 62° Festival di Taormina, quando oltre 300 senzatetto assisteranno alla proiezione del film e alla consegna all’attore del Taormina Humanitarian Award.
In questo suo viaggio tra i senzatetto, che cosa ha scoperto che non sapeva?
Avevo fatto molte ricerche, ero documentato, ma mi ha sorpreso l’esperienza per strada. Io ero da solo, con le cineprese lontane che nessuno doveva vedere. Non sapevo neppure se potevo girare senza essere riconosciuto, perché eravamo non su un altro pianeta ma nel centro di New York. E, invece, sono entrato nella realtà degli invisibili, dei tossici, dei falliti e nessuno mi ha guardato perché questa gente non interessa a nessuno. Già da due isolati di distanza vedevo la gente allontanarsi.
È un film che desiderava fare da molto tempo. Perché?
Comprai i diritti della sceneggiatura oltre 10 anni fa senza sapere bene cosa farne, ma credo che in un film come questo ci sia il futuro del cinema.
In che senso?
Del cinema serio, indipendente, a basso budget. Questi erano una volta i film che gli  Studios facevano, oggi non più perché nessuno ci guadagna. Ma il futuro del cinema vero sta qui.
Che cosa ha provato ad allungare la mano per chiedere l’elemosina?
La mia tradizione buddista prevede che si possa tendere la mano ma con motivazioni diverse dall’accattonaggio occidentale. Per un buddista allungare la mano è dare la possibilità di offrire qualcosa. E questo ho pensato facendolo.
Che cosa ha sentito di avere in comune con gli homeless?
 
Anche loro cercano un luogo a cui appartenere e la domanda è che cosa si intende per casa, per universo, per pianeta. Il film parla di questo: della ricerca di un luogo cui appartenere.
SILVIA DI PAOLA

5 Giugno 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA
Il giornale
Più letto del mondo