Austria
8:42 pm, 23 Maggio 16 calendario

Per un pugno di voti in Austria la spunta l’ecologista

Di: Redazione Metronews
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AUSTRIA L’ultradestra austriaca è stata sconfitta al fotofinish nelle elezioni presidenziali austriache, con gran sollievo di tutte le cancellerie europee. Alexander Van der Bellen è il nuovo presidente austriaco. «L’Austria è veramente rimasta colpita da questa elezione, così come tutti. Abbiamo una grande responsabilità, non solo come presidente futuro della Repubblica», ha dichiarato Van der Bellen. Ha aggiunto di avere «rispetto e riconoscimento» per lo sconfitto ultranazionalista Norbert Hofer. Dopo il conteggio dei voti per posta, il candidato indipendente appoggiato dai verdi, ha superato il populista dell’Fpoe aggiudicandosi la vittoria finale con appena 31.000 voti in più. Van der Bellen ha vinto a Vienna e nelle regioni del Tirolo, del Vorarlberg e dell’Oberoesterreich, mentre Norbert Hofer ha vinto nel resto dell’Austria.
Senza i voti per corrispondenza, la vittoria sarebbe andata ad Hofer, che sarebbe diventato il primo capo di Stato della destra radicale in un Paese del blocco comunitario. Hofer ha ammesso la sconfitta: con un messaggio su Facebook ha riconosciuto il successo dell’avversario ma ha rivendicato il successo elettorale. 
L’Europa è rimasta con il fiato sospeso. La vittoria di Van der Bellen «è una buona notizia, e siamo molto contenti anche per i riflessi che questo avrà nelle relazioni bilaterali tra i nostri due Paesi», ha commentato il ministro Gentiloni. 
Nella campagna elettorale ha svolto un ruolo determinante la crisi dei migranti: circa 90 mila persone hanno chiesto asilo in Austria nel 2015, più dell’1 per cento della popolazione.
Il nuovo presidente
Il nuovo presidente austriaco presentatosi come indipendente con il sostegno dei Verdi, è un ex militante socialista e un europeista convinto. 
Il 72enne ex docente universitario è molto apprezzato per la schiettezza e l’onestà. Entrato in politica a 50 anni, nel 2006 guidò i Verdi a diventare il terzo partito. Figlio di genitori fuggiti dalla rivoluzione bolscevica del 1917, ha criticato la linea dura sui migranti e ha fatto sapere che non firmerà il trattato transatlantico sul libero commercio, il Ttip.
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23 Maggio 2016
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