Uranio impoverito
8:05 pm, 20 Maggio 16 calendario

Uranio impoverito, adesso la ministra può cambiare idea

Di: Redazione Metronews
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ROMA. Punto numero uno: Tore fu esposto agli effetti dell’uranio impoverito senza “alcuna adeguata informazione sulla pericolosità e sulle precauzioni da adottare”.
Punto numero due: “La pericolosità delle sostanze inalate prescinde dalla concentrazione”.
Punto numero tre: l’Amministrazione della Difesa si è macchiata di una “condotta omissiva di natura colposa”. Tre principi che rendono storica la sentenza emessa dalla Corte D’Appello di Roma e pubblicata oggi. Una sentenza che può mettere la parola fine all’annoso – e ormai davvero stucchevole – dibattito sull’uranio impoverito.
Lo Stato deve pagare: 1 milione e 800 mila euro a una mamma coraggio, la prima che nel 1999 alzò la voce assetata di giustizia e  di verità. E oggi la giustizia una risposta a Giuseppina Vacca gliel’ha data. Grazie anche all’Osservatorio Militare e all’infaticabile avvocato Angelo Tartaglia, che non è nuovo – come Metro ha già volte raccontato – ad aver ottenuto sentenze favorevoli che condannavano lo Stato. Ma mai così fino ad ora. Mai con parole così nette. E mai con un principio non più scardinabile: è talmente palese che l’uranio impoverito respirato nei teatri di guerra abbia provocato la malattia che la stessa perizia può essere ridondante.
Salvatore Vacca morì ad appena 23 anni nel 1999. Fu il primo. Dopo di lui, purtroppo, la lista è diventata lunghissima: «Sono 333 i ragazzi morti e oltre 3600 i malati – ci ricorda Domenico Leggiero dell’Osservatorio Militare – In effetti questa è la 47ma sentenza di condanna ottenuta dall’Avv. Angelo Fiore Tartaglia nei confronti del Ministero della Difesa. È stato un crescendo di presa d’atto da parte della Magistratura che oggi ha emesso questa sentenza unica in Europa che potrebbe chiudere definitivamente il caso uranio impoverito. Questa sentenza darà certamente una spinta maggiore alla missione di questa quarta Commissione Parlamentare che voleva essere l’ultima, come promesso dal Presidente Scanu e certamente lo sarà, considerata la sua sensibilità all’argomento e la determinazione di porre la parola fine alla questione».
La sentenza esce proprio alla vigilia dell’audizione in commissione d’inchiesta del Ministro Pinotti (prevista per giovedì), che dovrà prendere atto delle evidenti e impetuose motivazioni in essa contenute. La sentenza definisce anche un ulteriore problema sollevato dal Ministero della Difesa sulla distinzione netta tra indennizzi (già ricevuti) e risarcimenti (sanciti in sede giudiziaria già in primo grado). La ministra, intervistata dalle Iene in un servizio diventato virale sui social, sostenne che l’uranio impoverito non era pericoloso. Ora avrà l’occasione di rettificare le sue convinzioni di fronte ai commissari parlamentari.
STEFANIA DIVERTITO

20 Maggio 2016
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