Pensioni
8:41 pm, 19 Aprile 16 calendario

Boeri: una generazione a rischio pensione mai

Di: Redazione Metronews
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ROMA «La classe 1980 rischia di andare in pensione con un ritardo anche di 5 anni, arrivando a maturare i requisti minimi a 75 anni». Ovvero con pochi spiccioli di aspettativa di vita davanti, tanto che sta diventando sempre più una generazione a rischio “pensione mai”. Lo ha segnalato il presidente dell’Inps, Tito Boeri. Il motivo sono gli anni di “discontinuità contributiva”, ossia quelli persi a causa di un lavoro sempre più frammentato e costellato di episodi di disoccupazione. Così Boeri, mentre ha annunciato che questa settimana partiranno le prime delle 150 mila “buste arancioni” con le informazioni di base” sulla vita previdenziale delle persone, è tornato a rilanciare l’urgenza dell’uscita flessibile.
Subito flessibilità in uscita
«È un tema che va affrontato adesso – ha ribadito il presidente dell’Inps – ce lo dimostra il comportamento di due tipi di imprese, con e senza lavoratori bloccati dalla riforma del 2011: abbiamo visto che il primo tipo di imprese ha assunto meno giovani, con una forte penalizzazione di questi ultimi. Dato il livello della disoccupazione giovanile e dato che rischiamo di avere intere generazioni perdute nel nostro Paese e dato che invece abbiamo bisogno di quel capitale umano, credo sia molto importante fare questa operazione in tempi stretti. Noi le nostre proposte le abbiamo fatte, ora spetta alla politica decidere».
Part time al massimo per 30 mila
Quanto alla misura sperimentale del part time in uscita per le persone in procinto di andare in pensione, secondo Boeri con i limiti di stanziamento previsti ne potranno beneficiare non più di 30 mila lavoratori in tre anni. Sull’argomento pensioni è intervenuto anche il ministro dell’Economia, Pier Carlo Padoan, che ha aperto a possibili cambiamenti. «Sono aperto a forme di finanziamento complementare che si possono studiare» in tema pensionistico, ha detto rispondendo alle domande dei parlamentari nel corso di un’audizione parlamentare sul Documento di economia e finanza.
Margini di intervento
«Ci sono margini per ragionare sia sugli strumenti che sugli incentivi e sui legami tra sistema pensionistico e mercato del lavoro – ha aggiunto il ministro – per migliorare le opportunità sia per chi sta per andare in pensione sia per chi deve entrare nel mondo del lavoro. La questione del ruolo del sistema creditizio per la flessibilità pensionistica è un tema su cui il Def non si pronuncia», ha concluso Padoan, sottolineando però che «il sistema pensionistico è uno dei pilastri di sostenibilità del sistema italiano e questo ci viene riconosciuto in sede europea». 
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19 Aprile 2016
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