Moschea
7:32 pm, 12 Aprile 16 calendario

Il naufragio della moschea

Di: Redazione Metronews
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MILANO La moschea a Milano non si farà. Sicuramente non sotto la giunta Pisapia. La pietra tombale sui luoghi di culto  è arrivata ieri, quando palazzo Marino ha reso noto di aver avviato il procedimento per l’annullamento dell’assegnazione provvisoria dell’area di Sant’Elia alla Fondazione “Associazione Islamica di Milano” (cioè il Caim). E, siccome il bando prevedeva che le assegnazioni delle tre aree fossero collegate (perché una stessa religione non potesse essere destinataria di più di due delle tre aree), bloccata via Sant’elia, sono bloccate anche le altre due assegnazioni (via Esterle agli islamici della  Bangladesh cultural & welfare Association e via Marignano al Centro Cristiano Evangelico). 
Lo stop al Caim è arrivato perché il presidente dell’associazione turca Milli Gorus, che fa parte della fondazione Caim, è risultato non in regola con  tutti i requisiti richiesti. In particolare, non avrebbe menzionato una condanna passata in giudicato, scoperta  dai controlli incrociati effettuati da  Comune e Prefettura.
Palazzo Marino ha ufficialmente comunicato lo stop al Caim il 4 aprile scorso, concedendole 60 giorni per accedere agli atti e dare chiarimenti (entro il 4 giugno), mentre per sé ha stabilito 90 giorni per decidere se tali chiarimenti saranno stati esaustivi (entro il 4 luglio). Dato che si voterà per il nuovo sindaco il 5 giugno, è lampante che i tempi non ci sono.
Nuovo voto in Consiglio
In linea teorica, il bando continuerà a vivere anche con la nuova giunta, ma i problemi non sarebbero comunque finiti. In base alla nuova legge regionale sui luoghi di culto (dichiarata incostituzionale in alcuni punti), una volta che tutti i dubbi fossero chiariti e le aree assegnate, occorrebbe comunque il voto del Consiglio comunale per licenziare il piano “finalizzato all’identificazione delle aree idonee”.  Il tutto senza tenere conto degli eventuali ricorsi dei due grandi esclusi: la Casa della Cultura Musulmana di via Padova e l’Istituto Culturale Islamico di viale Jenner.
Majorino dispiaciuto
Se l’assessore Majorino si dice “dispiaciuto” e punta il dito contro la Regione “follemente ostile nel garantire il diritto di culto” e sulla frammentazione della galassia islamica, gongola il consigliere De Corato (Fdi): “il mandato di Pisapia si chiude senza minareti grazie a noi”.
ANDREA SPARACIARI

12 Aprile 2016
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