Processo Mafia Capitale
11:59 am, 8 Aprile 16 calendario

Milanese: “Alemanno faceva pressioni per Testa all’Enav”

Di: Redazione Metronews
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ROMA. «Alemanno faceva pressioni per nominare i suoi uomini. Ma era una prassi comune». Con il ritorno delle telecamere della Rai nell’aula bunker di Rebibbia, a prendere la scena, giovedì mattina è stato uno dei testimoni più attesi del processo Mafia Capitale, l’ex parlamentare ed ex consigliere del ministro Giulio Tremonti, Marco Milanese, che di fronte ai giudici della X sezione penale ha ricostruito le pressioni subite nel 2009 dall’ex sindaco Gianni Alemanno in favore di Fabrizio Testa, considerato l’anello di congiunzione tra l’ex sindaco e il mondo di Massimo Carminati. 
«Non esistono parametri normativi per le nomine nelle società statali, ma solo segnalazioni che arrivano dai partiti. Alemanno voleva che Testa fosse confermato nel cda di Enav. E di continuo chiamava me e Tremonti. Anche di notte. Ma Gianfranco Fini aveva deciso di puntare su un altro uomo, Luigi Martini». Per questo, secondo la testimonianza dell’ex ad di Enav, Guido Pugliesi, su pressione di Milanese,Testa,  venne messo a capo di una società controllata, la Techno Sky. «Alemanno chiamava anche me. Ma io non rispondevo. Conoscevo Testa, si vantava di essere un uomo di Alemanno e di avere conoscenze in Finmeccanica. Entrambi stavamo già nel cda Enav e non lo reputavo capace, così per accontentare Milanese gli abbiamo dato una presidenza senza poteri. Ma dopo un contratto strano stipulato con una società riconducibile a Marco Iannilli (proprietario della villa a Sacrofano in cui viveva Carminati ndr), nel 2011 sciogliemmo il cda e denunciammo tutto alla procura». In serata è arrivata una nota dell’ex sindaco Alemanno: «Non ho mai avuto rapporti con Testa per questioni che riguardavano il Comune, e  li ho interrotti per un reciproco allontanamento politico almeno dal 2010».
MARCO CARTA

8 Aprile 2016
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