7:16 pm, 24 Marzo 16 calendario

Luttwak, bene Italia 161 imam in prigione

Di: Redazione Metronews
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“Le autorità italiane hanno capito dall’inizio la natura della minaccia e hanno agito contro questo minaccia. Gli altri non hanno capito e, poi, hanno fatto finta di non capire. E’ una catena di montaggio che comincia con una moschea simpatica, il cui l’imam non si trova mai perché è sempre a qualche incontro interreligioso, oppure in televisione per dire a tutti che l’islam è una religione di pace. Lì non si predica minimamente la violenza, mai, però si predica l’identità musulmana. Quindi tu non sei un italiano di fede musulmana, tu sei un musulmano in Italia. C’è poi un secondo tipo di moschea, meno bella, più piccola, il cui imam si trova in giro spesso per qualche incontro interfede e così via. E lui dice: poiché voi siete musulmani, avete il dovere di essere solidali con tutti gli altri musulmani del mondo. Quindi non sei un cittadino italiano, che magari si incazza con qualche nemico dell’Italia: tu sei un musulmano che vive in Italia, quindi ti devi arrabbiare con chi attacca qualsiasi musulmano, ovunque. Sono quelli che si schierano con Hamas, con chi abita nella Striscia di Gaza. Poi c’è una terza moschea, che è molto disorganizzata, molto piccola, c’è poca gente. Lì vengono quelli usciti dalla seconda e dalla prima moschea. Quelli sono i “fratelli” e quelli, sì, vogliono agire. Molti chiacchierano, però poi qualcuno agisce. C’è questa catena di montaggio, le autorità italiane lo sanno. In Italia ci sono 161 imam in prigione, 161 individui che si autodefiniscono imam, perché non c’è nessuna autorità che dice chi è un imam e chi no. Ed in Belgio, che io sappia, non li mettono in prigione”.
LA PRESSE

24 Marzo 2016
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