Guardia di Finanza
5:58 pm, 9 Marzo 16 calendario

Presa la cricca dei ricorsi tributari pilotati

Di: Redazione Metronews
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 ROMA. Dieci persone in carcere, tre agli arresti domiciliari, 22 indagati complessivi e altre 50 posizioni al vaglio della Procura di Roma. Sono alcuni dei numeri contenuti nell’ordinanza di custodia cautelare del gip Simonetta D’Alessandro sulla “cricca” che pilotava i ricorsi tributari a favore di quei contribuenti che avevano contenziosi con il fisco. 
Un percorso “rodato”
 Il percorso, spiegano gli investigatori delle Fiamme gialle della compagnia di Velletri che hanno condotto l’indagine “Pactum Sceleris”,  era noto solo agli addetti ai lavori ed era così rodato da garantire il pieno successo di tutti i ricorsi proposti contro gli atti di accertamento del Fisco, anche dei più improbabili. Grazie, però, alle rivelazioni di un professionista, vessato dalle pressanti richieste della “cricca”, il muro di omertà ha cominciato lentamente a sgretolarsi e, tassello dopo tassello, è emersa una rete di losche relazioni tra alcuni infedeli giudici tributari, dipendenti, anche in quiescenza, dell’Amministrazione Finanziaria – civile e militare -, avvocati, consulenti e commercialisti, finalizzata a sterilizzare, con ogni mezzo, l’attività di accertamento del Fisco. Le indagini hanno rivelato come, grazie al pagamento di ingenti somme o alla consegna di regalie di vario genere, numerosi contribuenti riuscissero ad ottenere indebiti sgravi di imposte dagli Uffici dell’Agenzia delle Entrate o ad uscire vittoriosi nei contenziosi promossi davanti alla Commissione Tributaria Regionale e Provinciale di Roma contro gli atti di accertamento conseguenti alle verifiche subite dal Fisco.
Nell’ordinanza di custodia cautelare il gip Simonetta D’Alessandro fa riferimento ad una cricca «senza remore», capace di continuare ad operare nonostante le indagini in corso. Questo è indicativo, scrive il Gip, «dell’estrema determinazione dei sodali e del fatto che gli stessi, ancora oggi, non avrebbero alcuna remora a reiterare i fatti criminosi».
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9 Marzo 2016
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