8 marzo
5:52 pm, 7 Marzo 16 calendario

Fondi-antiviolenza Dove sono?

Di: Redazione Metronews
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ROMA. Ventisei milioni e mezzo di euro stanziati per il potenziamento dei servizi di assistenza e supporto alle donne che subiscono violenza in Italia. Sono i fondi che il governo aveva previsto per il triennio 2013-2015, risorse che in parte non sappiamo come sono state spese, in parte «non sono ancora state assegnate dal governo alle Regioni». ActionAid, organizzazione internazionale impegnata nella lotta alle cause della povertà, ha monitorato nel corso del 2015 l’azione di governo e regioni in tema di servizi anti violenza e oggi lancia la campagna #donnechecontano: «L’8 marzo celebriamo la festa della donna e, puntualmente, ce ne dimentichiamo il giorno dopo. Quest’anno non possiamo permettercelo». In Italia una donna su tre ha subito violenza almeno una volta nella vita e per loro cosa si fa? Non abbastanza, dice ActionAid.
Cosa non funziona
Varie le criticità emerse dal monitoraggio di ActionAid. Primo: ritardi nell’erogazione delle risorse, sia da parte del governo (le risorse per il 2015 non sono state ancora erogate), sia da parte delle Regioni (non  risulta chiaro ancora quante strutture abbiano ricevuto i fondi). Secondo: estrema difficoltà nel trovare le delibere regionali relative all’assegnazione delle risorse. Terzo: assenza di un framework di monitoraggio per valutare quali siano i risultati raggiunti. Quarto: fondi insufficienti a garantire la sopravvivenza dei centri antiviolenza. Il documento d’intesa tra Stato e Regioni ha previsto un contributo forfettario per centro antiviolenza – pari a circa 5.800 euro – e per casa rifugio – pari a circa 6.700 euro – per il biennio. «Facile immaginare come tali somme possano coprire al massimo alcune spese vive». 
Tre richieste a Renzi
Per prevenire e contrastare la violenza, ActionAid chiede al governo tre cose:  1) Un/a Ministro/a per le pari opportunità, perché «nessuno nel Governo si occupa a tempo pieno dei diritti delle donne dopo le dimissioni dell’On. Martelli, nel novembre 2015».  2) Maggiore trasparenza su come vengono spesi i fondi antiviolenza: «Il governo predisponga una piattaforma online con le informazioni sui fondi. Eroghi le risorse 2015-2016 in tempi rapidi e verifichi l’effettiva erogazione, a livello regionale e comunale, dei fondi ai centri antivolenza». 3)  Una metodologia per misurare l’impatto degli interventi finanziati per la lotta alla violenza: «Allo stato dell’arte è impossibile valutare quali siano i risultati raggiunti grazie ai centri antiviolenza».
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7 Marzo 2016
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