Libia
9:31 pm, 3 Marzo 16 calendario

Due ostaggi italiani uccisi in uno scontro in Libia

Di: Redazione Metronews
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LIBIA Fausto Piano, 60 anni di Capoterra (Cagliari) e il 47enne siracusano Salvatore Failla, due dei quattro dipendenti della Bonatti rapiti in Libia nel luglio del 2015, sono stati uccisi durante una sparatoria nella regione di Sabrata. Gli altri due rapiti, Gino Pollicardo e Filippo Calcagno, secondo fonti del Copasir che citano il sottosegretario Marco Minniti, sarebbero invece ancora vivi in mano ai sequestratori, 
Non è ancora del tutto chiaro cosa sia successo. L’identificazione delle vittime pare purtroppo certa ma è avvenuta attraverso riscontri su immagini fotografiche, in assenza della disponibilità dei corpi. I due si trovavano con un gruppo di miliziani tunisini legati all’Isis che sono stati attaccati dalle forze filogovernative che controllano Sabrata, teatro di attacchi e scontri negli ultimi giorni. Il gruppo di militanti era formato da otto uomini, quattro donne e alcuni bambini, tutti tunisini. L’uccisione degli italiani avrebbe trovato conferma anche da parte di alcuni testimoni. 
Le versioni sono diverse: la più semplice parla di vittime rimaste colpite durante lo scontro a fuoco. Altri sostengono che i due ostaggi siano stati utilizzati dall’Isis come scudi umani. Qualcuno ha anche sostenuto che gli italiani siano stati giustiziati prima dell’attacco come vendetta per i recenti episodi, quali il bombardamento americano. 
I due ostaggi da tempo erano stati separati dagli altri due colleghi. In realtà non è del tutto certo che siano stati rapiti dall’Isis, ma più probabilmente da qualche gruppo criminale a scopo estorsivo, e poi passati di gruppo in gruppo fino a finire in mano a qualcuno più vicino allo Stato islamico (una bandiera che in Libia raggruppa molte cose diverse preesistenti). 
Esiste anche l’ipotesi che i due siano rimasti uccisi durante un blitz condotto dalle milizie libiche legate al governo di Tripoli appositamente per liberarli. Ad indicare il luogo dove si trovavano i due italiani sarebbe stato l’autista che era con loro quando vennero rapiti. L’uomo infatti era stato arrestato due giorni fa insieme al fratello, a sua volta legato all’Isis. Nel corso degli interrogatori ai quali sono stati sottoposti, l’autista e il fratello avrebbero rivelato il luogo della prigionia. 
Il ministro degli Esteri Paolo Gentiloni riferirà in aula alla Camera mercoledì 9 marzo alle 16 sulla situazione in Libia.
O.BA.

3 Marzo 2016
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