spesa pubblica
7:17 pm, 18 Febbraio 16 calendario

La spending review è stata un fallimento

Di: Redazione Metronews
condividi

ROMA La spending review è stata applicata parzialmente e male, con poca conoscenza dei meccanismi di spesa e con il rischio – a suon di tagli – di intaccare la qualità dei servizi pubblici. È dura la requisitoria pronunciata dal presidente della Corte dei Conti, Raffaele Squitieri, nella sua relazione all’inaugurazione dell’anno giudiziario. Il «parziale insuccesso» della spending review – ha ricordato – è legato a «rigidità nelle scelte delle modalità di contenimento della spesa». Le difficoltà negli interventi di revisione della spesa «sono anche imputabili a una non ottimale costruzione di basi conoscitive sui contenuti, sui meccanismi regolatori e sui vincoli che caratterizzano le diverse categorie di spesa».
Qualità rimasta sullo sfondo
Secondo il presidente della magistratura contabile, «ciò ha generato proposte che non offrono più scorciatoie percorribili in direzione di un’efficace spending review e che sembrano lasciare sullo sfondo il tema essenziale dell’interrelazione tra spesa pubblica e qualità dei servizi alla collettività, in nome della priorità assegnata all’obiettivo di riequilibrio dei conti». Ma la critica di Squitieri si è appuntata anche su altro. «Le illegalità – ha sottolineato – trovano nella complessità e nella moltiplicazione delle leggi spazi più fertili per fare presa piuttosto che presidi o ostacoli al loro diffondersi». Dunque «occorrono norme chiare e non stratificate in apparati complicati, alla cui mancanza spesso deve supplire l’impegno dei magistrati nell’individuare soluzioni, anche organizzative, per rendere più rapida l’applicazione processuale».
Non ci sono più margini
Tornando poi alla materia contabile, il presidente della Corte dei Conti ha messo in guardia sul fatto che «i margini di flessibilità acquisiti in sede europea sono interamente utilizzati nella manovra di finanza pubblica 2016. In tal modo si mantiene il profilo discendente del deficit dei conti pubblici, che tuttavia, assume una cadenza più rallentata, restando, comunque, al di sotto della soglia del 3 per cento». Nei prossimi anni, però, «i margini di risparmio dal lato delle spese potrebbero rivelarsi limitati». Tutto ciò «in un quadro prospettico di finanza pubblica che impone ancora di trovare spazi per correzioni non marginali della spesa, anche per affrontare la questione del carico fiscale». Infine, per Raffaele Squitieri, la situazione economica del nostro Paese resta ancora «molto delicata e ad alto contenuto di incertezza», per questo «è fondamentale fornire impulso alla crecita e all’occupazione, pur nel rispetto dei vincoli di finanza pubblica».
METRO

18 Febbraio 2016
© RIPRODUZIONE RISERVATA